La Rete delle donne di Grosseto ha scritto una lettera al direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Enrico Desideri, e all’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi, in merito al previsto ridimensionamento dei servizi gestiti dai consultori territoriali.
Ecco il testo integrale della lettera:
“Apprendiamo con stupore ed infinito rammarico la cieca volontà della Azienda Usl Toscana Sud Est di ridimensionare i servizi gestiti dai consultori territoriali alla sola attività, così si legge nella delibera di cui all’oggetto, che attiene alla gravidanza fisiologica, prevedendo come unica figura di riferimento il personale ostetrico. La Direzione aziendale trasformando in Unità funzionali semplici le attività consultoriali ‘ritiene che la responsabilità delle stesse sia da affidare, per la peculiarità delle funzioni che le contraddistinguono, a personale ostetrico (personale di riferimento nella presa in carico della gravidanza fisiologica) e che tale obiettivo potrà essere raggiunto in maniera graduale’. Questo è quanto riportato testualmente nella delibera. La volontà di questa Direzione è dunque quella di ridurre il consultorio al solo percorso della gravidanza fisiologica?
Leggiamo altresì dal sito della Regione Toscana quali sono i servizi e le attività finora in carico ai consultori, la cui attività è orientata a:
- la tutela della salute della donna di ogni età, e in particolare durante la gravidanza e i primi mesi di maternità;
- la tutela della salute e della qualità della vita del bambino durante l’infanzia e nell’adolescenza, lo sviluppo di scelte consapevoli e responsabili riguardo alla procreazione e alla genitorialità;
ed ancora: i consultori offrono servizi di accoglienza, assistenza e cura gratuiti e ad accesso diretto.
Le prestazioni sono erogate in esenzione dalla partecipazione alla spesa almeno per le seguenti prestazioni base: procreazione responsabile, sterilità e poliabortività, Interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), prevenzione oncologica, attività rivolte agli adolescenti (almeno 14-24 anni), menopausa, tutela della gravidanza, corsi di preparazione alla nascita.
Alcune aziende hanno individuato per gli interventi rivolti ad uno specifico target di utenza una articolazione operativa delle sedi consultoriali con specializzazione dei consultori per fasce d’età (consultorio giovani) o per utenza particolare (consultorio per migranti).
La nascita dei consultori pubblici come la Legge che li ha istituiti, la 405/75 sono stati una tra le grandi battaglie condotte dal movimento delle donne. Certamente sono il frutto di una grande mediazione tra le diverse componenti sociali: quella laica, quella femminista e quella cattolica. I consultori sono stati parte della nostra storia. Inizialmente da noi animati e gestiti, successivamente sono stati luoghi fondamentali per un’informazione consapevole sulla salute e più in particolare sulla salute sessuale di tutte le donne e non solo. Grazie anche alla interdisciplinarietà, al lavoro di équipe che li caratterizzava, con la presenza di ginecologi, psicologi, ostetriche, assistenti sociali e sanitari, infermieri e pediatri, spesso in rete con altri servizi. Negli ultimi anni abbiamo assistito allo svuotamento ed al depauperamento non solo dei servizi, ma soprattutto dell’enorme valore sociale e politico che i consultori hanno rappresentato per la storia, la vita delle donne e dell’intera società.
Non crediamo che questa debba essere la direzione che può prendere chi deve farsene carico. Pertanto invitiamo l’attuale direzione della Azienda Usl Toscana Sud Est a rivedere le decisioni assunte con tale delibera, tenendo conto non solo delle logiche politiche e di risparmio, ma nel pieno rispetto delle normative nazionali e regionali in materia. Ci riserviamo di intraprendere iniziative di lotta e di protesta contro una decisione che se perseguita farebbe fare certamente un balzo indietro a tutte le donne e all’intera comunità”.

