Firenze. “Cipressino, siamo ancora ad aspettare una strada che in campagna elettorale sembrava fosse pronta. Peccato che serviranno 30 milioni di euro per intervenire sul ponte sull’Ombrone. Ancora promesse elettorali non mantenute”.
A dirlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luca Minucci, che presenterà un’interrogazione al Governatore Giani e all’assessore a trasporti e infrastrutture Boni.
“Nei giorni scorsi si è tenuta in Prefettura a Grosseto una riunione di coordinamento operativo interprovinciale dedicata alla viabilità sulla S.R. 64 del Cipressino in vista dell’imminente avvio di interventi urgenti e improrogabili sul ponte che attraversa il fiume Ombrone. Lavori che dureranno oltre un mese, salvo imprevisti in corso d’opera. Ma non doveva essere già completata la strada? Così avevano dichiarato il Governatore Giani, l’assessore Marras ed il Pd grossetano, e invece deve essere ancora rifatto il ponte…..Promesse da marinai”, le definiscono il consigliere regionale Luca Minucci ed il consigliere comunale di Arcidosso di Fratelli d’Italia Guendalina Amati.
“Nel 2024 la strada del Cipressino era diventata regionale, 26 chilometri e poco più. La nuova classificazione era stata presentata dal presidente della Regione Eugenio Giani insieme all’allora assessore alle infrastrutture e mobilità Stefano Baccelli, all’assessore Leonardo Marras – ricordano Minucci e Amati -. Non stiamo parlando di una ‘stradetta’, ma di un’arteria di importanza regionale, collegamento che dal versante dalla E78 arriva ad Arcidosso, che nelle intenzioni della Regione deve diventare più sicura e avvicinare l’Amiata grossetana e senese a tutta la Toscana. Ci dicono che il Cipressino cambierà volto, sì ma quando? Purtroppo, il cronoprogramma è lasciato alla libera interpretazione. Per fare, davvero, un servizio all’Amiata non servono soltanto le buone intenzioni, ma fatti. Lavori e tempi certi. Si scade poi nel pindarico quando, addirittura, si pensa di far arrivare una strada, a cui ancora dopo tante promesse non si è messo mano, fino alla Cassia, sul versante più a est, collegando le due valli. Troppe parole”.

