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“Campus antimafia”: l’iniziativa fa tappa in provincia di Grosseto

Il campus si svolgerà a Catabbio

di Redazione
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Grosseto. Dal 4 al 10 luglio si terrà, in località Catabbio, nel Comune di Semproniano, il primo “Campus antimafia” della provincia di Grosseto, organizzato dall’associazione “Sentinelle di Nonno Nino”, diramazione della Fondazione Caponnetto per la lotta contro le mafie.

“La scelta della piccola frazione di Catabbio deriva dal fatto che li vi sono quaranta villette confiscate alla mafia siciliana circa otto anni fa, delle quali dieci sono state assegnate al Comune di Semproniano ed in venti sono ospitati, grazie ad una scelta positiva ed intelligente della Prefettura di Grosseto, alcuni profughi provenienti dall’Ucraina – dichiara Massimo Borghi, assessore alla Legalità del Comune di Gavorrano, e coordinatore regionale per la Toscana dell’associazione ‘Avviso Pubblico Enti Locali e Regioni contro le mafie e la corruzione’ –. Quindici ragazzi provenienti da varie realtà della Toscana si ritroveranno a Catabbio per un’esperienza residenziale in cui affronteranno vari temi tra i quali: le infiltrazioni mafiose in Toscana, il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che in provincia di Grosseto sono un numero importante, il caporalato come reato spia delle mafie”.

“L’associazione ‘Avviso Pubblico Enti Locali e Regioni contro le mafie e la corruzione’ ha dato il proprio patrocinio al campus, così come il Comune di Gavorrano, ritenendo che il campus sia di per se un fatto importante, ma lo siano ancora di più la solidarietà e l’impegno fattivo e di collaborazione con i Comuni che vivono il problema dei beni confiscati alle mafie. Io stesso parteciperò al campus insieme a decine di visitatori che si alterneranno nei sette giorni di durata del campus stesso, per parlare con i ragazzi e confrontarsi con i temi all’ordine del giorno – termina Borghi -. In queste ore ci è giunta la notizia che l’Agenzia nazionale per i beni confiscati alle mafie ha messo in vendita due delle quaranta villette di Catabbio per il prezzo di 35.000. Come ‘Avviso Pubblico della Toscana’ chiediamo alla Regione Toscana, a tutte le istituzioni, ai parlamentari di mobilitarsi perché il bando venga prima sospeso e poi ritirato, in quanto è quello della mesa in vendita dei beni confiscati il sistema attraverso il quale le mafie tornano in possesso dei beni a loro sequestrati”.

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