Home GrossetoEsercitazione Nato, Rifondazione Comunista: “Grosseto sempre più coinvolta, serve cambio di marcia”

Esercitazione Nato, Rifondazione Comunista: “Grosseto sempre più coinvolta, serve cambio di marcia”

di Redazione
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Grosseto. Il circolo “Vittorio Stefanini” di Rifondazione Comunista esprime “forte preoccupazione per la partecipazione del Reggimento Savoia Cavalleria di Grosseto all’esercitazione NatoScorpion Legacy’ in Romania, che vede coinvolti migliaia di militari e numerosi Paesi dell’Alleanza Atlantica in scenari di guerra ad alta intensità, compreso l’impiego di droni e sistemi d’arma sempre più sofisticati”.

“Pur consapevoli che tali attività rientrino nei programmi addestrativi delle forze armate, non possiamo ignorare il significato politico e strategico di esercitazioni che si svolgono in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni crescenti e da una pericolosa escalation militare – si legge in una nota del partito -. L’Europa e il mondo hanno bisogno di diplomazia, dialogo e cooperazione, non di una nuova corsa agli armamenti. Per Grosseto questa situazione assume un rilievo particolare. La presenza sul territorio di importanti strutture militari e di reparti impegnati nelle missioni e nelle esercitazioni internazionali rende la nostra città sempre più inserita nelle strategie operative della Nato. Una prospettiva che suscita preoccupazione e che rischia di allontanare il territorio da un modello di sviluppo fondato sulla pace, sulla cooperazione internazionale e sulla valorizzazione delle sue risorse civili, sociali e ambientali”.

“Rifondazione Comunista richiama con forza i principi sanciti dall’articolo 11 della Costituzione, secondo cui l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Un principio che non può essere considerato una semplice dichiarazione d’intenti, ma deve rappresentare il riferimento concreto delle scelte politiche del nostro Paese – sottolinea il comunicato -. Mentre vengono programmati nuovi investimenti nel settore militare, milioni di cittadini continuano a confrontarsi con le difficoltà quotidiane: liste d’attesa interminabili nella sanità pubblica, salari insufficienti, precarietà lavorativa, carenze nei servizi sociali, problemi abitativi e un progressivo impoverimento del sistema dell’istruzione e della cultura. Occorre una netta inversione di tendenza. Le risorse pubbliche devono tornare a essere investite in modo massiccio nel lavoro, nella salute, nella scuola, nella cultura, nella ricerca, nella tutela dell’ambiente e nella coesione sociale. La vera sicurezza delle persone nasce da diritti garantiti, servizi efficienti, occupazione stabile e qualità della vita, non dall’aumento delle spese militari”.

“Per queste ragioni il circolo ‘Vittorio Stefanini’ di Rifondazione Comunista continuerà a sostenere ogni iniziativa volta alla promozione della pace, del disarmo, della cooperazione tra i popoli e della piena attuazione dei principi costituzionali – termina la nota. Il futuro di Grosseto e della Maremma deve essere costruito sulla giustizia sociale, sulla solidarietà e sullo sviluppo sostenibile, non sulla preparazione permanente alla guerra”.

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