Follonica (Grosseto). A un anno dalla presentazione dell’Urban Center, il consigliere comunale Giacomo Manni interviene sul percorso annunciato dall’amministrazione comunale e sul futuro della programmazione urbana di Follonica.
“Un anno fa — ricorda Manni — l’Urban Center veniva presentato come uno degli strumenti principali per progettare la Follonica dei prossimi anni. Mobilità sostenibile, verde urbano, ex Ilva, social housing, qualità degli spazi pubblici, partecipazione dei cittadini: temi importanti, decisivi, sui quali si era costruita un’aspettativa alta”.
Secondo il consigliere, però, a distanza di dodici mesi, quella promessa appare ancora lontana dal tradursi in risultati visibili: “Doveva essere la cabina di regia della nuova Follonica, il luogo in cui collegare le scelte, ascoltare i quartieri, coinvolgere cittadini, associazioni, categorie economiche e professionisti, trasformando il confronto in decisioni concrete. Oggi, invece, quel cambio di passo non si percepisce. Non emerge una visione chiara, non si vede una restituzione pubblica del lavoro svolto, non si coglie il passaggio dagli annunci agli atti”.
Per Manni, il punto non riguarda soltanto il destino dell’Urban Center, ma il modo stesso in cui una città sceglie di programmare il proprio futuro: “La partecipazione — sottolinea — non può essere una parola da utilizzare nei convegni, nelle conferenze stampa o nelle campagne elettorali. È un metodo di governo. Significa ascoltare prima di decidere, spiegare le scelte, rendere conto del lavoro svolto, mettere davvero i cittadini nelle condizioni di capire e contribuire. Dei cittadini non ci si può ricordare soltanto quando si avvicinano le scadenze elettorali”.
L’Urban Center, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto rappresentare proprio questo: uno spazio aperto di confronto e progettazione, capace di mettere insieme competenze, bisogni e idee.
“Follonica — prosegue Manni — avrebbe bisogno di luoghi veri di discussione pubblica, soprattutto sui temi che incidono sulla qualità della vita quotidiana: come ci si muove, dove si parcheggia, quanto verde c’è nei quartieri, che ruolo avranno gli spazi pubblici, quale futuro immaginiamo per aree strategiche come l’ex Ilva. Ma se il confronto resta sulla carta, se non produce decisioni verificabili, allora la partecipazione diventa solo una bella parola, non uno strumento reale”.
Il consigliere collega questi temi anche alla capacità della città di essere attrattiva: “La qualità urbana non è un dettaglio estetico. È uno degli elementi che determina l’attrattività di una città. Una città ben organizzata, accessibile, curata, con spazi pubblici vivibili, verde vero, servizi efficienti e una mobilità pensata in modo intelligente è una città che attrae residenti, famiglie, giovani, attività economiche, investimenti e turismo di qualità. Al contrario, una città che procede senza una visione rischia di diventare meno competitiva, meno vivibile e meno capace di trattenere energie”.
Da qui la critica al rischio di una politica fatta più di annunci che di percorsi compiuti.
“Il rischio — afferma il consigliere — è che anche l’Urban Center finisca per assomigliare a uno dei tanti cavalli di battaglia raccontati con grande enfasi: efficace nella comunicazione, molto meno nella realizzazione. Follonica, invece, non può permettersi di procedere per interventi isolati, senza un disegno complessivo”.
Manni richiama alcuni esempi concreti: “Si parla di parcheggi senza inserirli dentro una vera strategia sul traffico e sulla mobilità. Si parla di verde senza una svolta reale sulla qualità urbana. Si parla di centro città senza affrontare fino in fondo il tema degli spazi pubblici, ancora troppo spesso dominati dall’asfalto e dalle auto. Si parla di social housing senza che emerga una vera pianificazione urbanistica, se non attraverso la prosecuzione di progetti datati, che avrebbero invece bisogno di essere riletti alla luce dei nuovi bisogni abitativi della città. Sono questioni diverse, ma tutte collegate tra loro. Ed è proprio per collegarle che uno strumento come l’Urban Center avrebbe dovuto avere un ruolo centrale”.
Secondo il consigliere, dopo un anno serve quindi un salto di serietà politica e amministrativa.
“Non si tratta di fare polemica fine a sé stessa — precisa Manni —, ma di chiedere che le promesse diventino percorsi riconoscibili, che gli annunci producano atti, che le parole siano accompagnate da risultati. Una visione urbana non vive nelle slide: vive nelle scelte, nei tempi, nelle priorità, nella capacità di spiegare alla città dove si vuole andare”.
La conclusione è netta: “Una città non si governa con i titoli o con le formule suggestive. Si governa con coerenza, coraggio e responsabilità. E soprattutto si governa coinvolgendo davvero i cittadini, non evocando la partecipazione solo quando serve a dare forza a una narrazione già scritta”.
“Buon compleanno Urban Center — conclude Manni —, ma dopo un anno Follonica non ha bisogno di auguri; ha bisogno di risultati, di chiarezza e di un confronto vero con la città, Perché dall’idea di città che si costruisce oggi dipendono anche la sua vivibilità, la sua attrattività e la sua capacità di guardare al futuro”.

