Grosseto. “Quanto accaduto nella seduta consiliare di oggi, conclusasi anticipatamente per la mancanza del numero legale a seguito di un dibattito incentrato su temi di carattere nazionale come la remigrazione, impone una riflessione che va ben oltre la cronaca politica del momento”.
A dichiaralo è Giacomo Gori, consigliere comunale di Grosseto ed esponete di “I love Grosseto”.
“La città ha bisogno di un cambio di approccio – sottolinea Gori -. Le dinamiche della politica nazionale, pur legittime in altri contesti, non possono condizionare l’efficacia dell’azione amministrativa locale, né rallentare il lavoro delle istituzioni cittadine. Ai cittadini interessa soprattutto che il Consiglio comunale affronti con concretezza le priorità del territorio: quartieri e frazioni, sicurezza urbana, servizi, sviluppo economico, manutenzioni, sostegno alle famiglie e qualità della vita. La contrapposizione permanente tra blocchi politici rischia invece di trasformare l’aula consiliare in uno spazio sempre più distante dai problemi reali della comunità”.
“L’esperienza civica di ‘I Love Grosseto’ nasce proprio dalla volontà di superare questa impostazione: meno propaganda, meno bandiere ideologiche e più pragmatismo amministrativo – prosegue Gori -. Quando un Consiglio comunale si interrompe su mozioni simboliche o su dinamiche di scontro politico, indipendentemente da chi le promuova o da chi le contrasti, a perdere è l’intera città. Non va inoltre dimenticato che la mancanza del numero legale ha impedito anche la discussione e l’approvazione della mozione sulla formazione amministrativa presentata da ‘I Love Grosseto’: un atto concreto e lungimirante, pensato per contribuire ad accrescere il livello della cultura istituzionale e amministrativa locale”.
“Paradossalmente, proprio mentre emergeva ancora una volta il lato peggiore della politica fatta di contrapposizioni sterili e irrigidimenti ideologici, veniva rinviata la possibilità di approvare uno strumento finalizzato a migliorare la qualità stessa del confronto pubblico e dell’azione amministrativa. Diventa quindi fondamentale concentrare il lavoro istituzionale sugli atti che producono effetti concreti e misurabili per i cittadini, abbassare i toni della polemica politica per favorire un confronto serio e costruttivo e garantire continuità ed efficienza all’attività amministrativa, nel rispetto del ruolo delle istituzioni e del tempo dei cittadini. Grosseto ha bisogno di una politica capace di collaborare sulle priorità comuni, andando oltre gli schemi tradizionali della contrapposizione ideologica – termina Gori -. Il pragmatismo, il buon senso istituzionale e la centralità dell’interesse della comunità devono tornare a essere i veri punti di riferimento dell’azione amministrativa”.

