Roccatederighi (Grosseto). Domenica 26 aprile, alle 15.30, a Roccatederighi, la sezione Anpi di Roccastrada inaugura la “Casa della Memoria”, nata da un’idea coltivata da tempo dalla storica grossetana Luciana Rocchi, che ha curato, studiato ed approfondito – fra l’altro – la triste vicenda del campo di concentramento per gli Ebrei ospitato dall’ottobre del 1943 al giugno del ’44 all’interno della villa del seminario vescovile.
I suoi studi già da metà anni ’90 hanno portato alla luce una pagina di storia locale rimasta troppo a lungo nascosta e che sono alla base del progetto che in questi giorni pone le basi fisiche e materiali per il futuro.
D’intesa con l’amministrazione comunale e con altre associazioni rocchigiane, da domenica sarà ridata nuova vitalità ad un edificio ormai chiuso da anni e che un tempo ospitava le scuole del paese.
Partendo dall’esperienza del campo per gli Ebrei (un’ottantina, di cui circa la metà fu deportata verso Auschwitz ed altri campi di sterminio) rastrellati in provincia di Grosseto, ma provenienti anche da altre zone toscane, l’Anpi vuol realizzare un luogo di memoria e di raccolta documentazione e studio sulla prima metà del secolo scorso, dove l’opposizione al fascismo a Roccastrada è sempre stata viva e vissuta con pervicacia: si ricordi la strage del 1921 nel capoluogo, dove un manipolo di fascisti mise a ferro e fuoco il paese uccidendo 10 civili inermi, ancor prima che Mussolini prendesse il potere.
Ma la resistenza e la lotta per la liberazione è stata particolarmente attiva fino al giugno del 1944, con una forte presenza di partigiani che facevano capo alla Brigata Garibaldi “Antonio Gramsci” ed erano organizzati in vari distaccamenti dislocati nei singoli paesi.
“La ‘Casa della Memoria’, allestita con un rilevante supporto dell’Isgrec, sarà dedicata ad una figura-simbolo degli Ebrei transitati da Roccatederighi, proprio per sottolineare quanto dobbiamo impegnarci per non far affievolire la memoria e richiamare l’attenzione soprattutto dei giovani su ciò che è stato il passato – si legge in una nota dell’Anpi -, per costruire un futuro libero, sereno, democratico ed in pace”.

