Home EconomiaContrattazione nel pubblico impiego, Cisl: “Le regole garantiscono tutti, difendono la democrazia”

Contrattazione nel pubblico impiego, Cisl: “Le regole garantiscono tutti, difendono la democrazia”

Simona Piccini interviene nel dibattito degli ultimi giorni

di Redazione
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Grosseto. La Cisl Funzione pubblica interviene nel dibattito che si è aperto negli ultimi giorni sulla contrattazione nei comparti sanità e funzioni locali.

“Desideriamo riportare il confronto – dichiara Simona Piccini, segretaria generale della Cisl Fp Grosseto – su basi di chiarezza, responsabilità e rispetto delle regole. Il sistema delle relazioni sindacali nel pubblico impiego è definito dal decreto legislativo 165/2001 e dai contratti collettivi nazionale di lavoro, che individuano in modo preciso i soggetti titolati alla contrattazione integrativa ovvero le Rsu e le organizzazioni sindacali firmatarie dei Contratti collettivi nazionali di lavoro”.

“Non si tratta, quindi, di una scelta discrezionale delle singole organizzazioni o delle amministrazioni – dichiara Piccini –, ma di un impianto normativo chiaro, ribadito anche dagli orientamenti applicativi dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, che assegna la titolarità del confronto e della negoziazione ai soggetti che sottoscrivono i contratti nazionali”.

La Cisl Fp ribadisce che la mancata firma di un contratto collettivo nazionale di lavoro è una scelta legittima sul piano sindacale “che comporta – precisa Picciniconseguenze chiare sul piano della partecipazione ai tavoli di secondo livello. Non è possibile rivendicare contemporaneamente la non sottoscrizione di un contratto e la piena partecipazione agli strumenti che da quel contratto derivano”.

“Per questo motivo – continua la sindacalista respingiamo le accuse di scarsa democrazia rivolte alle organizzazioni sindacali firmatarie dei Contratti collettivi nazionali di lavoro e sottolineiamo che il rispetto delle regole è il primo presidio di democrazia e di tutela per lavoratrici e lavoratori. Un sistema senza regole rischierebbe di indebolire la contrattazione, creare confusione nei luoghi di lavoro e mettere a rischio l’esigibilità dei diritti. Perché un sindacato che non si riconosce in un contratto nazionale e nei suoi contenuti e, legittimamente non lo firma, dovrebbe poi sedere al tavolo e discutere dei contratti di secondo livello che applicano le regole del primo? Si rischierebbe di trasformare il tavolo di trattativa di secondo livello in una bagarre di blocchi e veti e non in un luogo di condivisione di contenuti”.

“Come Cisl Funzione pubblica continuiamo a esercitare il nostro ruolo con responsabilità – conclude Piccinie quando non firmiamo dei contratti non pretendiamo di stare al tavolo perché sappiamo che le nostre scelte hanno delle conseguenze. Quando firmiamo i contratti lo facciamo per garantire risultati concreti: risorse, tutele e strumenti contrattuali effettivamente applicabili. Il confronto tra organizzazioni sindacali è legittimo e necessario, ma deve svilupparsi nel rispetto del quadro normativo e contrattuale vigente. È su questa base che si costruisce un sistema credibile di relazioni sindacali, capace di dare risposte reali ai bisogni delle persone che lavorano nel pubblico impiego”.

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