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Turismo, l’opposizione: “Aumentano le strutture, ma calano le presenze”

"Le politiche del Comune sono fallimentari"

di Redazione
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Gavorrano (Grosseto). “A Gavorrano aumenta l’offerta turistica, ma diminuiscono i turisti. È questo il dato, oggettivo e incontestabile, che emerge dall’analisi dei flussi 2025. Ed è un dato che dovrebbe far riflettere seriamente chi oggi amministra il Comune”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Giacomo Signori, consigliere comunale del gruppo di opposizione “Noi, per Gavorrano!”.

“Nel giro di un anno, le strutture presenti sul territorio sono cresciute in modo significativo: le locazioni turistiche private sono passate da 111 a 205, quasi raddoppiate, mentre gli agriturismi sono aumentati da 61 a 69. Gli alberghi, invece, scendono da 4 a 3. Un segnale già chiaro di difficoltà del comparto più strutturato – continua la nota –.Ma il punto vero è un altro. Questo aumento delle locazioni private non è frutto di una strategia turistica locale, bensì dell’emersione di affitti prima non dichiarati, resa possibile dalle norme nazionali e dall’obbligo di identificazione sui portali come Airbnb, con codice fiscale e Cin. In altre parole: oggi vediamo nei dati ciò che prima era in parte sommerso. E qui sta il dato politico più grave. Nonostante l’aumento delle strutture disponibili e l’emersione di nuove locazioni, i flussi turistici calano: le presenze diminuiscono del -10,75% e gli arrivi del -9,61%. Un calo che colpisce in particolare il turismo straniero e che assume un peso ancora maggiore se letto alla luce dell’aumento dell’offerta”.

“Tradotto in modo semplice: oggi Gavorrano ha molte più strutture rispetto a ieri, ma riesce ad attrarre meno turisti – sottolinea il comunicato -. E questo significa una sola cosa: il sistema turistico locale non funziona. In economia turistica, quando cresce l’offerta, ma cala la domanda, si entra in una fase di crisi. Le strutture lavorano meno, i margini si riducono, aumenta la concorrenza interna e, alla lunga, qualcuno è costretto a chiudere. Non è un caso che gli alberghi siano già passati da quattro a tre, con un crollo delle presenze che sfiora il -40%. A crescere sono solo le locazioni turistiche, cioè il segmento meno strutturato e meno governato. Un modello che rischia di frammentare l’offerta e indebolire ulteriormente il tessuto economico locale, se non accompagnato da una visione chiara e da politiche adeguate. Ma la domanda è inevitabile: dov’è la strategia turistica del Comune? Dov’è la promozione? Dov’è la capacità di intercettare flussi, di destagionalizzare, di valorizzare davvero il territorio? Perché qui non siamo di fronte a una flessione marginale, ma a un segnale strutturale: Gavorrano perde attrattività, proprio mentre il resto del territorio maremmano continua a competere”.

“E c’è un ultimo aspetto che non può essere ignorato. Se nel 2024 una parte del turismo non veniva nemmeno registrata, mentre nel 2025 emerge grazie alle nuove regole, allora il confronto è addirittura ‘falsato0 a favore del 2025. Eppure, nonostante questo vantaggio, i numeri peggiorano comunque – termina Signori –. Questo rende il dato ancora più grave. Chi amministra non può continuare a ignorare questi segnali. Serve una svolta, serve una visione, serve una politica turistica vera. Perché i numeri, al di là di ogni propaganda, raccontano una realtà molto chiara: più strutture, meno turisti. E questo, semplicemente, non è accettabile”.

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