Grosseto. Prosegue il tour in Toscana del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, impegnato in queste settimane in una serie di incontri pubblici per sostenere il Sì al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere nella magistratura.
Dopo le tappe di Castiglione della Pescaia e San Miniato, il primo cittadino torna oggi a parlare di riforma della giustizia a Follonica, nell’appuntamento “La Maremma per il Sì”, momento di confronto e approfondimento dedicato a una delle questioni più discusse del dibattito istituzionale nazionale.
Un impegno che Vivarelli Colonna sta portando avanti in diverse città della regione con l’obiettivo, spiega, di riportare la discussione sul merito della riforma e di favorire un confronto pubblico basato sui contenuti. «In queste settimane qualcuno ha cercato di trasformare questa riforma costituzionale in uno scontro ideologico, come se fosse la battaglia della destra contro la sinistra. Non è così. E chi prova a raccontarla così sta semplicemente cercando di spostare l’attenzione dal merito della questione – ha sottolineato il sindaco nel suo intervento di oggi a Follonica -. Questa non è la battaglia della destra contro la sinistra. È molto più semplicemente la battaglia della verità contro la menzogna».
Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato come il tema della riforma dell’ordinamento giudiziario sia da tempo al centro del dibattito istituzionale e come la stessa Costituzione italiana abbia conosciuto numerose modifiche nel corso della storia repubblicana: «Dalla nascita della Repubblica ad oggi la Costituzione italiana è stata modificata quasi cinquanta volte. Questo significa che i padri costituenti non hanno scritto un testo immobile, ma una carta viva, capace di evolversi quando serve migliorare il funzionamento delle istituzioni».
Tra i punti centrali della riforma c’è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, tema che secondo Vivarelli Colonna rappresenta il completamento del percorso iniziato con il passaggio al sistema accusatorio: «Nel 1989 con la riforma Vassalli l’Italia passò dal modello inquisitorio al modello accusatorio. Fu una riforma importantissima, ma quel passaggio è rimasto incompleto. In un vero sistema accusatorio accusa e giudice devono appartenere a carriere distinte».
Il sindaco ha anche richiamato i dati relativi agli errori giudiziari e alle ingiuste detenzioni registrate negli ultimi decenni: «Negli ultimi trent’anni in Italia oltre 30mila persone innocenti sono finite in carcere per errori giudiziari o ingiuste detenzioni. Lo Stato ha dovuto pagare quasi un miliardo di euro di risarcimenti. Parliamo di circa mille persone ogni anno risarcite per ingiusta detenzione: quasi tre innocenti al giorno».
Una riflessione che si collega, secondo Vivarelli Colonna, anche al tema del funzionamento interno della magistratura e al ruolo delle correnti nelle dinamiche dell’autogoverno. In questo senso, la riforma introduce anche il meccanismo del sorteggio per la selezione di parte dei componenti degli organi di autogoverno: «Il sorteggio non è una stranezza. È uno strumento che nel nostro ordinamento esiste già da tempo e che viene utilizzato proprio per garantire imparzialità, trasparenza e indipendenza delle decisioni – ha spiegato -. Serve semplicemente a ridurre il peso delle correnti organizzate e a restituire centralità al merito e alla professionalità».
Nel corso dell’incontro, il sindaco ha voluto inoltre respingere alcune delle critiche che accompagnano il dibattito sulla riforma: «Ci dicono che questa riforma sottometterebbe la magistratura alla politica. È falso. I nuovi Consigli superiori della magistratura resteranno a maggioranza di magistrati e continueranno ad essere presieduti dal Presidente della Repubblica».
Per il primo cittadino di Grosseto il referendum rappresenta dunque un passaggio importante per rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema giudiziario e nel funzionamento delle istituzioni democratiche: «Questa riforma non è contro qualcuno. È per qualcosa. È per una giustizia più equilibrata, per una giustizia più trasparente e per una giustizia più credibile».
Il tour toscano di Vivarelli Colonna proseguirà anche nelle prossime settimane con altri incontri pubblici dedicati all’approfondimento della riforma, con l’obiettivo di coinvolgere amministratori locali, professionisti e cittadini in un confronto aperto su uno dei temi più rilevanti del dibattito istituzionale del Paese.
«Votare Sì – ha concluso il sindaco – significa rafforzare la fiducia dei cittadini nello Stato, garantire un giudice davvero terzo e restituire ai cittadini una giustizia più equilibrata, più trasparente e più autorevole».

