Grosseto. Al Teatro Moderno torna Elio con uno spettacolo all’insegna della musica e dell’ironia.
La stagione teatrale 2025/2026 dei Teatri di Grosseto, promossa dal Comune di Grosseto in collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, torna sul palco lunedì 9 marzo quando al Teatro Moderno andrà in scena “Quando un musicista ride”, spettacolo di e con Elio, con regia e drammaturgia di Giorgio Gallione.
I biglietti per lo spettacolo sono disponibili sul sito www.comunegrosseto.ticka.it e al botteghino del teatro a partire dalle 19.00.
Lo spettacolo
Dopo il grande successo di “Ci vuole orecchio”, Elio torna in scena insieme a una band di giovani e straordinari virtuosi per giocare e ridere con la musica e con le canzoni, esplorando e reinventando un vasto repertorio “seriamente comico” che si colloca ai confini tra canto e disincanto. Uno spettacolo che attraversa la musica, il cabaret e il teatro italiano, riportando in vita quello spirito creativo e anticonformista che, soprattutto intorno agli anni Sessanta, ha segnato un’epoca di straordinaria fertilità artistica.
Da Dario Fo a Giorgio Gaber, da Enzo Jannacci a Cochi e Renato, passando per figure come Ennio Flaiano e Marcello Marchesi, lo spettacolo ripercorre una generazione di artisti eccentrici e controcorrente che ha saputo sorprendere e divertire pubblici diversi, dagli sperimentalisti al grande pubblico, reinventando un genere musicale fatto di “canzoni scanzonate”, ironiche e pungenti, capaci di unire leggerezza e profondità.
Quando un musicista ride si propone di ritrovare e rinnovare oggi quegli spunti geniali e innovativi, restituendo al pubblico la libertà creativa e lo spirito anticonformista che hanno caratterizzato quella stagione culturale irripetibile. In scena, accanto a Elio, Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Matteo Zecchi al sassofono e Giulio Tullio al trombone, per uno spettacolo che fonde musica dal vivo, teatro e comicità in un racconto ritmato e coinvolgente.
Foto di Laila Pozzo

