Grosseto. In riferimento a quanto emerso sulla stampa locale e sui canali social a seguito dell’incontro pubblico svoltosi sabato 17 gennaio nella sala consiliare del Comune di Grosseto, promosso dall’associazione Grosseto Città Aperta, e al successivo comunicato stampa dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali della provincia di Grosseto, il presidente del Collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati della provincia di Grosseto, Mirko Cinelli, ritiene doveroso intervenire per chiarire e contestare alcune affermazioni.
«Nel corso dell’incontro pubblico e nel comunicato diffuso successivamente – afferma Cinelli –, il presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali, Luca Vieri, ha veicolato un messaggio non confacente e non correttamente contestualizzato in merito alle competenze professionali abilitate a operare nel settore del verde urbano. Un messaggio che rischia di far passare l’idea dell’esistenza di professioni di “serie A, B o C”, attribuendo al proprio Ordine una presunta superiorità rispetto ad altri Collegi e Ordini professionali che, per legge, operano a pieno titolo nello stesso ambito».
«Il Collegio dei periti agrari e dei periti agrari laureati – ricorda Cinelli – è composto sia da professionisti diplomati sia da professionisti laureati, anche con titoli triennali e magistrali, che esercitano le proprie competenze nei limiti stabiliti dalla normativa vigente. Competenze che, in quanto intrinseche alla professione di perito agrario e già proprie della prassi professionale, hanno trovato ulteriore conferma in numerosi pronunciamenti giudiziari.».
«Le parole pronunciate in sede pubblica e ribadite nella nota stampa dell’Ordine degli agronomi – prosegue Cinelli – sono state percepite come uno svilimento gratuito ed ingiustificato nei confronti dei periti agrari, che svolgono quotidianamente il proprio lavoro con serietà, professionalità e piena legittimità. Un parere che non giova all’interesse della collettività né coerente al dibattito tecnico-scientifico sul tema delicato della gestione del verde urbano, per giunta trattato in un corso monografico sulla valutazione di stabilità degli alberi promosso dal Coordinamento regionale dei periti agrari, partecipato da iscritti di diversi ordini e collegi».
Pur contestando con fermezza le dichiarazioni del presidente Vieri, Cinelli ribadisce tuttavia la disponibilità al confronto e continua: «Al di là della gravità di quanto affermato, il Collegio dei periti agrari rinnova lo spirito di collaborazione che ha contraddistinto il recente passato delle relazioni tra i due enti, per avviare iniziative comuni e un dialogo costruttivo, basato sul rispetto reciproco delle competenze. Fare la guerra tra Ordini e Collegi professionali serve davvero a pochi e certamente non ai cittadini. I personalismi li lascio ad altri e ritengo che, proprio come avviene in natura, la diversità nell’ecosistema delle professioni regolamentate debba essere intesa come una ricchezza e non come un limite».
«La gestione del verde urbano – conclude Cinelli – richiede oggi competenze multidisciplinari, aggiornamento continuo e collaborazione tra tutte le figure professionali coinvolte, con un unico obiettivo: la tutela della sicurezza, dell’ambiente e dell’interesse pubblico, senza contrapposizioni sterili, né gerarchie improprie».

