Home Cultura & Spettacoli“La bellezza non salverà il mondo”: prima lezione del corso d’arte

“La bellezza non salverà il mondo”: prima lezione del corso d’arte

Venerdì 30 gennaio ospiti Serra e Cont che presentano "Disert-Art, banalità e noia dell'art discount nella società dell'immagine"

di Redazione
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Grosseto. Venerdì 30 gennaio, alle 18, al Polo Le Clarisse, è in programma il primo appuntamento con il corso di arte contemporanea “La bellezza non salverà il mondo“, ideato dal direttore Mauro Papa.

Dopo la presentazione delle lezioni, si entra nel vivo con una riflessione sullo stato dell’arte nella società dell’immagine e della comunicazione immediata. Per partecipare all’evento occorre essere soci di Fondazione Grosseto Cultura: è possibile sottoscrivere la card al costo di 10 euro anche prima dell’appuntamento.

L’incontro

L’incontro, intitolato “Disert-Art, banalità e noia dell’art discount contemporaneo nella società selfie a bassa pressione”, propone un confronto aperto sui linguaggi artistici attuali, tra sovraesposizione, consumo rapido e perdita di senso critico.

A guidare la riflessione saranno Gianmarco Serra e Maurizio Cont. Serra, regista e autore audiovisivo, ha realizzato documentari e cortometraggi per la Rai e lavora tra cinema e progetti culturali, sviluppando una ricerca che intreccia narrazione, territorio e memoria. Cont, artista visivo e concettuale, è attivo nel campo della grafica e della ricerca materica e concentra il proprio lavoro sul rapporto tra segno, spazio e percezione, esponendo in contesti espositivi pubblici e privati.

«L’incontro si inserisce pienamente nel percorso critico del corso “La bellezza non salverà il mondo” – dichiara il direttore Mauro Papa: Maurizio Cont e Gianmarco Serra condividono da oltre quindici anni una ricerca che attraversa arte, filosofia e critica sociale, caratterizzata da una dichiarata insofferenza verso i meccanismi di omologazione, consenso automatico e mercificazione dell’esperienza culturale. Il loro intervento propone una riflessione lucida e scomoda sulla banalizzazione dell’arte contemporanea nella società dell’immagine e dei social media, invitando a rimettere in discussione il ruolo dell’artista e della cultura in un presente dominato dalla semplificazione e dalla visibilità immediata»

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