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Grosseto. Nuova fase di mobilitazione per il comitato provinciale per il No al referendum sulla riforma della giustizia.
“In vista del voto del 22-23 marzo 2026, l’obiettivo è quello di rafforzare la presenza territoriale – si legge in una nota del comitato -, proseguire la raccolta firme e mantenere alta l’attenzione pubblica sulle ragioni del No alla controriforma Meloni-Nordio per spaccare la magistratura”.
Coordinamenti territoriali in provincia e primi appuntamenti fissi
Per rendere capillare l’informazione e il confronto democratico, il comitato per il No sta lavorando alla costituzione di coordinamenti territoriali nelle diverse aree della Maremma, con l’obiettivo di arrivare, progressivamente, alla presenza di un comitato in ogni Comune della provincia. In questa prima fase sono previsti cinque comitati zonali: Grosseto e area grossetana; area nord (Follonica, Massa Marittima e Colline Metallifere); Amiata; zona sud costa; zona sud colline del Fiora.
A Grosseto è stato programmato un presidio quotidiano in piazza Dante, punto di riferimento stabile per cittadine e cittadini che vogliono informarsi, discutere e aderire alla mobilitazione per il No. Il gazebo con materiale informativo sarà operativo tutti i giorni dal 1° febbraio al 20 marzo. I moduli di sostegno al No sono a disposizione in piazza Dante, mentre le firme si continuano a raccogliere online fino al 30 gennaio su www.firmereferendum.giustizia.it
Al presidio in piazza Dante si possono trovare anche volontari disponibili a illustrare contenuti e conseguenze della riforma.
Perché votare No
“È assolutamente falso affermare che la controriforma Meloni-Nordio divida le carriere dei giudici (inquirenti, cioè i pubblici ministeri, e giudicanti). Questo esiste già nella legge Cartabia e riguarda 37 magistrati sui circa 10.000 in servizio, circa lo 0,37%, che può scegliere di farlo una volta nella carriera – prosegue il comunicato del comitato –. Non serve una legge costituzionale per questo. La controriforma invece spacca l’organo di autogoverno della magistratura, il Csm (voluto dai costituenti) in 3 tronconi: un Csm per i pubblici ministeri, un Csm per i giudici e un’alta Corte per i provvedimenti disciplinari contro i giudici”.
“È un modo per dividere e indebolire la magistratura e ridurre il suo potere di controllo sul Governo e i politici – continua la nota –. Così da una parte perderà la sua indipendenza e dall’altra si altera irrimediabilmente l’equilibrio dei poteri, che è la base della democrazia. La riforma introduce così uno schema di controllo per rendere la magistratura fedele al potere politico, incapace di controllare l’operato del Governo e dell’amministrazione. Questo avverrà anche tramite l’introduzione del sorteggio ‘pilotato’ su liste precostituite per le nomine politiche, consentendo di selezionare gli indirizzi ideologici desiderati. Il trasferimento del potere disciplinare a una nuova Alta Corte esecutiva, sarà un ulteriore strumento di ricatto verso i magistrati”.
“Insomma, non è una riforma per i cittadini, è una controriforma pensata per rendere la magistratura più docile verso il potere politico, riducendo l’indipendenza di chi dovrebbe controllare il rispetto delle leggi – sottolinea il comitato –. Tutto questo, mentre i veri problemi della giustizia rimangono irrisolti: i processi durano anni, mancano giudici e personale amministrativo, gli uffici giudiziari sono sottofinanziati. La riforma non guarda al bene dei cittadini, ma al controllo politico della magistratura. È anche lo stesso Ministro Nordio ad aver detto in una intervista che la sua controriforma non cambia nulla nell’amministrazione della giustizia tanto meno la lunghezza dei processi”.
Appello alla partecipazione in tutta la provincia
“Il comitato per il No della provincia di Grosseto rivolge un appello ad associazioni, organizzazioni sociali, realtà civiche, amministratrici e amministratori locali, sindacati e singole persone a collaborare alla costruzione dei coordinamenti zonali e comunali, mettendo a disposizione tempo, competenze e luoghi di confronto. Difendere l’autonomia e l’indipendenza della magistratura significa difendere i diritti di tutte e tutti e garantire che nessuno sia al di sopra della legge, nemmeno il Governo – termina il comunicato -. Per questo si chiede fin d’ora un impegno diffuso, dai banchetti all’informazione sui social, perché dalle piazze della Maremma si levi un No forte, largo e consapevole alla controriforma sulla magistratura”.

