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Grosseto. Nasce anche in provincia di Grosseto il comitato per il No al referendum sulla giustizia, promosso da associazioni, sindacati e forze politiche impegnate nella difesa della Costituzione e dell’autonomia della Magistratura.
“L’obiettivo è costruire una campagna capillare di informazione e partecipazione – si legge in una nota del comitato –, per respingere una riforma che separa le carriere dei magistrati e ridisegna in profondità l’assetto della giurisdizione nel nostro Paese”.
Le ragioni del No
“La raccolta firme per il referendum è arrivata a 370mila adesioni in 21 giorni – spiega Giuseppe Corlito, referente del Comitato per la democrazia costituzionale di Grosseto –. Il nostro obiettivo è arrivare a 500mila firme: c’è tempo fino al 30 gennaio per farlo, basta andare sul sito del Ministero dell’Interno ed entrate nella sezione dedicata tramite Spid o carta di identità elettronica. C’è una sensibilità sociale che muove questa petizione. Insieme al comitato per il No dell’Associazione nazionale magistrati, si è formato anche un comitato per il No composto da membri della società civile, con lo scopo di difendere la Costituzione”.
“Il Governo sta avendo un atteggiamento ambiguo sul referendum – sottolinea Corlito –, anche perchè al momento il risultato è incerto. La Premier Meloni e il Ministro Nordio sono i principali fautori della riforma sulla giustizia. In Parlamento non c’è stato alcun dibattito su questo tema e l’esecutivo ha avuto un atteggiamento antidemocratico. La separazione delle carriere in Magistratura è già stata attuata, adesso il Governo vuole separare la giurisdizione e dichiara una serie di menzogne sul tema perché vuole liberale le mani del potere esecutivo dai poteri disciplinati dalla Costituzione”.
“Noi vogliamo fare una campagna referendaria decentrata – continua Corlito – affinché in ogni territorio nasca un comitato per il No che si basi sulla società civile. Il Governo punta ad anticipare la data del referendum al 22 e 23 marzo perchè ha paura di perdere. Il comitato per il No presenterà ricorso perchè non sono stati rispettati i tempi per la campagna referendaria e la data va posticipata. Siamo consapevoli che il Sì parte avvantaggiato, perchè il Governo è appoggiato dalla Rai e dalle reti Mediaset, di proprietà della famiglia di Silvio Berlusconi, il ‘padre’ di questa riforma. Noi però vogliamo essere come Davide contro Golia e sovvertire il pronostico. A questo proposito organizzeremo incontri per illustrare le ragioni del No”.
“I nostri volontari raccoglieranno le firme delle persone più anziane, che non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie – termina Corlito – e faremo una campagna capillare sul territorio. Inoltre, ci sarà un gazebo permanente in piazza Dante, a Grosseto”.
Adesioni al comitato del No do Grosseto
I primi aderenti al comitato provinciale per il No al referendum sulla giustizia della provincia di Grosseto sono:
- Anpi – Associazione nazionale Partigiani d’Italia;
- Arci;
- Auser;
- Cdc – Coordinamento per la democrazia costituzionale;
- Cgil;
- Grosseto città aperta;
- Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie);
- Libertà e Giustizia;
- Legambiente;
- Movimento 5 Stelle;
- Partito comunista italiano (Pci);
- Partito Democratico (Pd);
- Rifondazione Comunista;
- Sinistra Italiana.


2 commenti
Sono interessata e vorrei essere parte attiva intanto mettendo la firma mia e di mio marito che essendo poco esperti non riusciamo online
Poi se posso fare qualcosa sono disponibile
Buonasera,
se vuole firmare la petizione può contattare i partiti, le associazioni o i sindacati che hanno organizzato la raccolta firme e i loro volontari le permetteranno di apporre la firma su moduli cartacei