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Grosseto. La Flc Cgil Toscana denuncia la convocazione da parte del Governo dei presidenti di quattro Regioni amministrate dal centrosinistra (Emilia Romagna, Sardegna, Umbria e Toscana), contrarie agli accorpamenti forzati previsti dal piano nazionale di dimensionamento scolastico, che implica tagli lineari per oltre 5,3 miliardi di euro.
Situazione regionale: ultimatum e minaccia di commissariamento
La Regione Toscana ha presentato due ricorsi contro il decreto ministeriale che prevede il taglio di 16 autonomie scolastiche per l’anno 2026/2027: il primo alla Corte costituzionale, respinto, il secondo al Presidente della Repubblica, supportato dal ricorso ad adiuvandum della Flc Cgil Toscana, che contesta l’errata rilevazione di oltre 8.000 studenti in meno da parte del Ministero.
In risposta, il Ministro Valditara ha lanciato un ultimatum di 10 giorni, minacciando la revoca di facilitazioni e la nomina di un commissario ad acta, probabilmente il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale toscano. Questa mossa, per il sindacato appare come un atto di centralizzazione punitiva, che mina l’autonomia regionale e impone una riduzione miope della rete scolastica, a danno di territori periferici e interni.
Due istituti a rischio accorpamento
Nella provincia di Grosseto, gli accorpamenti colpiscono l’Istituto comprensivo “Don Milani” di Orbetello (102 iscritti, sotto la soglia nazionale dei 600) e l’Istituto comprensivo “Orsini” di Castiglione della Pescaia (-25 alunni), con ipotesi di riallocazione rispettivamente su Albinia e Grosseto.
«Tali interventi rischiano di impoverire l’offerta formativa del territorio proprio dove è più fragile, nelle aree periferiche – ricorda Alessandra Vegni, segretaria della Flc Cgil Grosseto -. Vanificando il lavoro di Flc Cgil e Regione per preservare posti di lavoro Ata, docenti, Dsga e dirigenti, nonché il servizio scolastico nelle aree interne».
«Questi accorpamenti non guardano alle singole realtà del territorio – dichiara Alessandra Vegni, segretaria Flc Cgil Grosseto –. Con un colpo di forza, il Ministero annulla ogni sforzo per difendere lavoro e famiglie. Insieme alla Flc Cgil Toscana sosterremo i ricorsi regionali, le iniziative di mobilitazione e confronto con le comunità scolastiche per contrastare una politica scellerata e puramente economicistica che mina la scuola pubblica diffusa e il futuro dei nostri territori».

