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Castagno, ambiente e comunità: siglato accordo tra Città del Castagno e Legambiente

Un percorso condiviso che mette in rete comunità locali, istituzioni e associazioni per costruire sviluppo, biodiversità e futuro

di Redazione
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Grosseto. Valorizzare il castagno non solo come risorsa agricola, ma come elemento identitario, ambientale e culturale dei territori montani italiani.

È questo l’obiettivo del protocollo d’Intesa sottoscritto tra l’associazione Città del Castagno e Legambiente Festambiente Aps, presentato ufficialmente nel corso della conferenza stampa di oggi tenutasi nella sala Pegaso del palazzo provinciale in piazza Dante Alighieri a Grosseto, alla presenza di Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente, e Lorenzo Fazzi, presidente dell’Associazione nazionale Città del Castagno.

L’accordo

L’accordo nasce dalla volontà condivisa di promuovere uno sviluppo sostenibile dei territori castanicoli, mettendo in rete istituzioni, associazioni, comunità locali, Pro Loco e operatori del turismo lento e outdoor. Al centro del protocollo, la tutela e la valorizzazione del castagno da frutto e da legno, il recupero delle aree boschive montane, la promozione di itinerari turistico-ambientali e la diffusione di buone pratiche legate alla castanicoltura, anche attraverso la ricerca scientifica e l’innovazione.

Un’intesa che guarda al paesaggio come bene comune e al castagneto come infrastruttura ecologica, economica e sociale. Dalla mappatura dei sentieri storici e naturalistici, alla creazione di percorsi tematici legati alla castagna, fino alla realizzazione di materiali informativi condivisi, eventi, escursioni e momenti di sensibilizzazione: il protocollo definisce un quadro di collaborazione ampio e strutturato, capace di attivare processi partecipativi e duraturi.

«Questo protocollo rappresenta un passaggio importante perché mette insieme ambiente, agricoltura e comunità locali in una visione integrata di sviluppo sostenibile – ha dichiarato Angelo Gentili, componente della segreteria nazionale di Legambiente -. Il castagneto è un presidio fondamentale contro l’abbandono delle aree montane, un alleato nella tutela della biodiversità e uno strumento concreto per contrastare il dissesto idrogeologico. Valorizzarlo significa investire sul futuro dei territori, sul lavoro agricolo di qualità e su un turismo responsabile, capace di rispettare i luoghi e chi li abita».

Il protocollo, a titolo non oneroso, prevede la possibilità di attivare accordi operativi specifici per la progettazione degli itinerari, la comunicazione, la realizzazione di infrastrutture leggere e il coinvolgimento di enti pubblici e privati, con l’obiettivo di rafforzare la filiera del castagno e il ruolo delle comunità locali come protagoniste dei processi di valorizzazione.

«Sono particolarmente soddisfatto – ha dichiarato Lorenzo Fazzi, presidente dell’associazione nazionale Città del Castagno – e ringrazio Legambiente per la condivisione di obiettivi comuni, finalizzati a rafforzare e valorizzare la multifunzionalità del castagno nelle aree interne e montane. Sono convinto che, insieme, potremo cogliere le opportunità che si presenteranno a sostegno dell’ambiente e dei territori montani, a partire dalla nuova legge sulla montagna e facendoci promotori affinché Governo e Parlamento approvino finalmente la legge sul castagno, ferma da anni. Come associazione stiamo lavorando a un progetto ambizioso, la Via nazionale del castagno, un percorso che da Venezia arriva fino in Sicilia, al Castagno dei cento cavalli, riconosciuto patrimonio dell’umanità. Con la firma di oggi si consolidano i rapporti tra Legambiente Festambiente Aps e la Città nazionale del Castagno: un primo passo importante per i castanicoltori e per l’intera filiera castanicola nazionale».

Con questa intesa, Città del Castagno e Legambiente Festambiente Aps pongono le basi per un lavoro condiviso che unisce tutela ambientale, cultura rurale e sviluppo locale, riaffermando il valore del castagno come simbolo di resilienza, cura del territorio e futuro possibile per le aree interne e montane del Paese.

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