Roccastrada (Grosseto). Domenica 21 dicembre, a partire dalle 15.30, al centro civico di Roccatederighi, conferenza e mostra dal titolo “I flagellanti di Roccatederighi tra fede, storia e tradizioni”. L’evento prevede, oltre ai saluti istituzionali, la presentazione del catalogo, a cura di Alessio Caporali, la visita alla mostra-oratorio ed un aperitivo finale offerto dalla Pro Loco di Roccatederighi.
La mostra
Questo lavoro è stato reso possibile grazie ad un importante finanziamento della Regione Toscana per la valorizzazione delle manifestazioni inserite nel calendario delle rievocazioni storiche regionale; il Comune di Roccastrada, infatti, a seguito di una procedura ad evidenza pubblica, aveva partecipato, in collaborazione con la Pro Loco di Roccatederighi, ad un bando regionale presentando due distinti progetti sul “Medioevo nel Borgo” e sul “Palio storico dei ciuchi”, le uniche manifestazioni di rievocazione storica che si svolgono sul territorio roccastradino, inserite nel calendario regionale, che sono risultati meritevoli di finanziamento e premiati con un contributo di 19mila euro.
Un’altra serie di azioni, tra cui la produzione di materiale promozionale, lavori con le scuole, collaborazione con l’Università, acquisto di materiale costumistico, ecc., sono state rese possibili grazie a questo finanziamento.
La pubblicazione, che sarà presentata domenica 21 dicembre a Roccatederighi, non è soltanto un lavoro di ricerca storica, ma un racconto vivo dell’identità, della fede, dei gesti e dei simboli che hanno accompagnato per secoli la vita del borgo di Roccatederighi.
“Raccontare la storia dei flagellanti significa guardare alle nostre radici per capire meglio chi siamo oggi – dichiara il sindaco Francesco Limatola -. Dietro a quelle vesti bianche e ai riti che attraversano i secoli, c’è una comunità che si riconosce nei gesti di solidarietà, nella condivisione, nella capacità di stare insieme e di reagire anche nei momenti più difficili. Roccatederighi ha sempre avuto questa forza: la forza delle persone, dei legami, delle tradizioni che non si spengono, ma cambiano insieme al tempo. I flagellanti non appartengono soltanto alla memoria religiosa o storica del paese: rappresentano un modo di essere comunità che ancora oggi ci appartiene, un senso profondo di appartenenza e di cura reciproca che ritroviamo nelle feste, nel volontariato, nelle associazioni e nei piccoli gesti quotidiani che tengono viva la nostra identità”.
“Un ringraziamento al curatore Alessio Caporali – conclude Limatola –, per la qualità della ricerca e la passione con cui racconta la storia del nostro territorio; alla Pro Loco di Roccatederighi, alla Diocesi di Grosseto e a tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo progetto. Roccatederighi è un luogo che vive di storia e di futuro insieme. Ed è bello vedere come, ogni volta che sappiamo riscoprire le nostre tradizioni, la Comunità si rinnova, si rafforza, cresce”.

