Grosseto. Venerdì 12 dicembre, la Fondazione Bianciardi, in collaborazione con Regione Toscana, Università degli Studi di Siena (Dfclam), Università degli Studi di Firenze (Forlilpsi) e Isgrec, propone il convegno “La provincia in movimento. Intellettuali in Toscana tra centro e periferia dal dopoguerra agli anni Sessanta”.
Il convegno rappresenta il momento conclusivo di un lungo progetto della Fondazione Luciano Bianciardi, iniziato nel 2023, sull’onda dei tanti spunti di riflessione emersi dalle celebrazioni del centenario della nascita dello scrittore, nell’anno precedente. Il progetto è nato dall’intenzione di sviluppare il tema del rapporto tra intellettuali e provincia, circoscritto al periodo storico che va dalla fine della guerra alla metà degli anni ’60.
“Uno dei temi meno indagati e più suggestivi, almeno in una situazione geograficamente periferica come quella di Grosseto – afferma Lucia Matergi, direttrice della Fondazione Bianciardi –, ci era parso quello della provincia come territorio ideale per sperimentare un modo diverso e innovativo di fare cultura”.
Questo, infatti, avevano dichiarato Luciano Bianciardi e Carlo Cassola, i due intellettuali più noti di un nutrito gruppo formatosi fin dall’immediato dopoguerra, che riuniva figure come Francesco Chioccon, Marcello Morante, Giuseppe Guerrini e altri, caratterizzati anche politicamente, basti pensare al loro impegno nel movimento di Unità popolare contro la cosiddetta “legge truffa”, nel 1953.
“Da qui – commenta Massimiliano Marcucci, presidente della Fondazione Bianciardi – l’idea del progetto ‘La scoperta della provincia: Luciano Bianciardi e la cultura toscana del secondo dopoguerra’, che ha incontrato da subito l’interesse del presidente della Giunta regionale Eugenio Giani”.
La ricerca che ne è derivata, sostenuta dalla Regione Toscana, ha coinvolto anche due Università toscane, quella di Firenze e quella di Siena, e l’Istituto grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea (Isgrec), soggetti con cui la Fondazione Bianciardi ha condiviso i lavori, organizzando una prima giornata di studi nel 2023, un convegno nel 2024, fino ad arrivare all’appuntamento finale del 12 dicembre prossimo, in cui si tireranno le fila delle linee di ricerca finora percorse.
“Il confronto di idee – aggiunge Michele Gandolfi, membro del comitato scientifico della Fondazione e coordinatore dell’intero progetto – si concentrerà, nella sessione mattutina, sui mutamenti sociali e culturali in atto nella provincia di Grosseto, con particolare attenzione al tema della riforma fondiaria, mentre nella sessione pomeridiana, più orientata sull’ambito letterario, saranno messe in luce le relazioni tra gli intellettuali toscani anche e soprattutto in rapporto a una tradizione consolidata, con incursioni nei territori fiorentino e pratese”.
La ragione di una ricerca così articolata si individua proprio nella natura di un momento particolarmente denso non solo di avvenimenti, a partire dalla chiusura definitiva della fase dittatoriale fascista attraverso le elezioni politiche del ’48 e il referendum costituzionale con cui si chiuderà il regime monarchico, ma anche di idee e speranze di rinnovamento morale e culturale. Rispetto al convegno dello scorso anno, c’è da registrare inoltre l’ingresso nel dibattito della riflessione sull’arte, un capitolo ricco di implicazioni, saldamente connesso con le altre articolazioni già indagate, come la letteratura, la sociologia, la politica.
Coordinano l’incontro il professor Riccardo Castellana (Università di Siena) e il professor Nicola Turi (Università di Firenze). Il convegno si svolgerà nell’intera giornata di venerdì 12 dicembre dalle 9.00, con chiusura dei lavori prevista per le 18.00, nella sala Pegaso del palazzo della Provincia, in piazza Dante a Grosseto.
Sarà possibile seguire l’incontro in streaming sul canale YouTube della Fondazione Bianciardi.
Il programma
Ore 9.00 – Saluti istituzionali: amministrazione regionale della Toscana; amministrazione provinciale di Grosseto; amministrazione comunale di Grosseto; Massimiliano Marcucci (presidente Fondazione L. Bianciardi); Lio Scheggi (presidente Isgrec).
Ore 10.00 – “La provincia in movimento”: introduzione ai lavori (Michele Gandolfi, Fondazione L. Bianciardi).
Ore 10.30 – “La terra ai contadini. La riforma fondiaria in Maremma” (Adolfo Turbanti, Isgrec).
Ore 11.00 – “Un fatto realmente nuovo nella cultura e nel costume del nostro secolo”. Cinema e educazione popolare nella Maremma del dopoguerra (Stefano Campagna, UniPr, Isgrec).
Ore 11.30 – “Artisti e intellettuali a Grosseto nel secondo dopoguerra” (Mauro Papa, Polo culturale Le Clarisse).
Ore 12.00 – “Questa tristezza sciatta di vita provinciale”. Gli incontri provinciali di Luciano Bianciardi tra narrativa e cronaca (Michele Gandolfi, Fondazione L. Bianciardi).
Ore 12.30 – Dibattito.
Ore 13.00 – Pausa pranzo.
Ore 14.30 – Proiezione di materiali multimediali. “La letteratura toscana tra centro e periferia”. Presiede Nicola Turi (UniFi)
Ore 15.15 – “L’eredità contesa: scritture toscane e conflitti generazionali tra Otto e Novecento” (Federico Masci, Fondazione L. Bianciardi).
Ore 15.45 – “Un caso toscano di relazioni intellettuali tra i cattolici del dopoguerra: Mal’Aria” (Lucia Matergi, Fondazione L. Bianciardi).
Ore 16.15 – “Maledetti pratesi: Curzio Malaparte e Armando Meoni, da strapaese al fabbricone” (Rodolfo Sacchettini, UniFi).
Ore 16.45 – “Il mio angolo d’Italia”. La provincia negli articoli giornalistici di Carlo Cassola (Riccardo Innocenti, Fondazione L. Bianciardi).
Ore 17.15 – Dibattito.
Ore 18.00 – Chiusura dei lavori.

