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Desertificazione negozi, Confcommercio: “Patti per riapertura di fondi sfitti e incentivi coordinati”

di Redazione
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Grosseto. “La desertificazione dei negozi, con il progressivo e preoccupante crollo delle attività commerciali di prossimità, rappresenta una minaccia non solo economica, ma soprattutto sociale e identitaria per le nostre città, i quartieri centrali e periferici e i piccoli borghi”.

È quanto ribadisce con forza il presidente di Confcommercio Grosseto, Giulio Gennari, raccogliendo l’allarme lanciato dal presidente nazionale della Confederazione, Carlo Sangalli, anche a seguito delle proiezioni del commercio al 2035 pubblicate dal Centro Studi Confcommercio.

Prendendo come base di calcolo quanto avvenuto dal 2012 al 2024, per il 2035 si prevede uno scenario tragico: bar e caffè diminuiranno del 17,7% e gli alberghi dell’8,7%. Più in generale, si ipotizza un calo del commercio in sede fissa e ambulante superiore al 21%. Al contrario si assisterà – sempre secondo i calcoli del Centro Studi Confcommercio – a una crescita del 101% del commercio online e dell’81,9% di Bed/Breakfast e affitti brevi.

“E’ dunque in atto una dematerializzazione  del commercio con conseguenze molto negative sulle identità urbane delle città e dei borghi – afferma Gennari –.  Con il progetto ‘Cities’ Confcommercio sta studiando questo fenomeno da diversi anni con il risultato di aver individuato alcune azioni di contrasto ormai indifferibili”.

Il presidente di Confcommercio Grosseto si rivolge dunque alle amministrazioni locali e regionali affinché adottino una strategia coordinata per impedire che le nostre comunità diventino mere ‘città fantasma’ o ‘città trasformate in gigantesche case vacanza’.

“Chiediamo anche noi una strategia nazionale che coordini le politiche urbane, valorizzi l’esperienza dei Centri commerciali naturali  e metta in campo programmi pluriennali per l’economia di prossimità a livello comunale – sottolinea Gennari – . E’ necessario, inoltre, che i Comuni adottino strumenti che mettano insieme patti locali per la riattivazione dei fondi sfitti, con meccanismi di incentivazione che siano coordinati tra pubblico e privato. Pensiamo all’accompagnamento all’avvio d’impresa; alla logistica urbana sostenibile, al welfare territoriale e ai partenariati con il mondo immobiliare. Le imprese necessitano inoltre di politiche fiscali più eque, percorsi di credito accessibili e strumenti per l’accompagnamento alla trasformazione digitale. Le risorse, che possono essere attinte dai fondi per la rigenerazione urbana e dalle partnership pubblico-private, vanno usate per trasformare gli spazi vuoti in luoghi vivi e sostenere le imprese che generano coesione sociale”.

“La chiusura dei negozi – prosegue il presidente di Confcommercio Grosseto è un segnale drammatico di un profondo indebolimento della vita urbana, che si traduce in meno sicurezza, meno relazioni e meno senso di comunità. Le piccole attività commerciali sono un presidio sociale ed economico fondamentale, e non possiamo arrenderci a questa tendenza, che vede il commercio tradizionale soffocato dagli acquisti sulle piattaforme online e dalla conversione degli spazi in B&B”.

“Da questo punto di vista – chiude Gennari la città di Grosseto ha un’opportunità importante con la prossima approvazione del Piano operativo comunale. Ci auguriamo che le scelte dell’amministrazione comunale siano coerenti con una visione di rigenerazione urbana di luoghi e quartieri a rischio desertificazione, rigettando ogni tentazione contraria”.

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