Gavorrano (Grosseto). Con l’ordinanza n. 221 del 24 ottobre 2025, l’amministrazione comunale di Gavorrano ha istituito il limite di velocità di 30 km/h in via della Pirite e via Marconi, a Bagno di Gavorrano, e in via Pascoli, a Filare.
Secondo quanto si legge nel provvedimento, la misura sarebbe finalizzata a “migliorare la sicurezza stradale e la vivibilità nei centri abitati”.
Sulla questione interviene il consigliere comunale Claudio Asuni del gruppo di opposizione Noi, per Gavorrano!, che solleva più di una perplessità sull’effettiva efficacia e coerenza di questo intervento.
“Ci chiediamo – spiega Asuni – se questa iniziativa sia davvero pensata per risolvere un problema di sicurezza o se, più realisticamente, rappresenti un modo per fare cassa attraverso l’autovelox comunale. Davvero si pensa di migliorare la sicurezza stradale semplicemente abbassando il limite a 30 km/h? E soprattutto, come intende il Comune controllare l’effettivo rispetto di questa misura? Con quali risorse e con quale presenza della Polizia Municipale sul territorio?”.
Secondo Asuni, questa ordinanza appare come “un’arrangiatura mal riuscita, priva di una visione d’insieme e di un piano concreto per la sicurezza stradale”.
“Sul nostro territorio – continua – servono ben altre iniziative: attraversamenti pedonali rialzati, una maggiore presenza della Polizia Municipale nelle frazioni, controlli più costanti sulla velocità e, soprattutto, un’azione più decisa contro i parcheggi selvaggi, che restano un problema diffuso in tutti i paesi del Comune”.
Il consigliere evidenzia inoltre un aspetto di merito: “Non si comprende il senso di un limite a 30 km/h nel tratto extraurbano di via della Pirite, dove già esiste, e forse è più logico, un limite a 50 km/h. Un ulteriore abbassamento della soglia in quel punto appare del tutto ingiustificato e rischia di creare solo confusione e contestazioni”.
Il gruppo consiliare Noi, per Gavorrano! sottolinea come “la sicurezza stradale non possa essere affidata a provvedimenti di facciata o a cartelli che difficilmente troveranno reale applicazione. La sicurezza non si fa con i cartelli, ma con la presenza, la prevenzione e il buon senso. Servono scelte coraggiose, pianificazione e investimenti concreti. Tutto il resto rischia di trasformarsi in un semplice atto burocratico utile solo a giustificare la presenza di un autovelox, non a tutelare realmente i cittadini”.

