Grosseto. “Anche sui problemi della pesca in Toscana, e in particolare nella provincia di Grosseto, la destra locale è in stato confusionale.
Come Pd non abbiamo fatto alcuna polemica, ma abbiamo chiesto soltanto attenzione verso i pescatori locali, proprio in seguito alle loro sollecitazioni, ponendo l’attenzione su problematiche reali e specifiche, come i mancati ristori del 2023 del fermo pesca, i troppi giorni concessi alle barche provenienti da altre regioni e le oggettive difficoltà logistiche per il rifornimento.
Ancora una volta, come per la Tirrenica, i parlamentari della maggioranza non rispondono nel merito, ma disquisiscono su aspetti burocratici e cavilli tecnici che sembrano servire soltanto a lavarsi la coscienza per le cose non fatte. Noi chiediamo soltanto un impegno comune per salvaguardare il territorio e vorremmo che lo fosse anche per loro”, a dichiaralo è il deputato grossetano del Pd Marco Simiani, che replica a Fabrizio Rossi, deputato di Fratelli d’Italia Grosseto.
L’interrogazione
Ecco il testo della interrogazione sui problemi della pesca in Toscana ed in provincia di Grosseto depositata oggi, giovedì 30 ottobre, da Marco Simiani:
“Al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste; per sapere, premesso che:
apprendiamo da fonti stampa che alcune marinerie toscane, in particolare quelle di Castiglione della Pescaia, Porto Ercole e Porto Santo Stefano, segnalano che i pescherecci risultano fermi già dall’inizio di ottobre 2025 e che il fermo pesca potrebbe prolungarsi anche per il mese di novembre;
sempre secondo i media tale sospensione non deriverebbe dal consueto fermo biologico per il ripopolamento ittico, ma dall’esaurimento delle giornate di pesca assegnate, anche a causa della presenza di imbarcazioni provenienti da altre regioni che operano in acque toscane;
tale situazione critica sarebbe aggravata dai ristori economici per il fermo pesca relativi al 2023 e che non sono ancora erogati: una condizione che causa grave difficoltà a centinaia di lavoratori ed alle loro famiglie;
il comparto lamenta inoltre l’aumento dei costi del gasolio e problematiche logistiche: pescherecci, natanti della piccola pesca e diving non possono più fare il rifornimento di gasolio direttamente, essendo costretti a recarsi a Porto Santo Stefano, con conseguente perdita di ore di lavoro e aumento dei costi.
Quali iniziative urgenti intenda assumere il Ministero per sbloccare i pagamenti dei ristori dovuti ai pescatori toscani per il fermo pesca 2023 e per garantire tempi certi per l’erogazione dei futuri indennizzi;
se non intenda rivedere la disciplina relativa alle giornate e alle quote di pesca, per evitare che imbarcazioni di altre regioni operino in modo penalizzante per le imprese locali;
quali iniziative urgenti intenda assumere per salvaguardare la continuità lavorativa e il reddito dei pescatori toscani, garantendo al contempo la sostenibilità ambientale dell’attività”.

