Home Costa d'argentoVerso le regionali, Serracchiani: “Il medico di base non è un privilegio, è un diritto”

Verso le regionali, Serracchiani: “Il medico di base non è un privilegio, è un diritto”

"Ci sono comuni, come Sambuca Pistoiese, che da due anni non hanno un medico di base"

di Redazione
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Grosseto. Durante questa campagna regionale mi sono resa conto che ci sono problematiche che accomunano tutti i territori della Maremma costiera e interna, dalla costa all’Amiata”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Chiara Serracchiani, candidata al Consiglio regionale per Alleanza Verdi Sinistra di Grosseto.

“Una di queste, forse la più urgente, è la mancanza di medici di base, che colpisce in modo particolare i centri piccoli e le frazioni periferiche, proprio dove la popolazione è più anziana e avrebbe davvero bisogno di una medicina di prossimità fatta di presidi sanitari vicini, medici accessibili e hub territoriali funzionanti – continua la nota –. Ci sono comuni, come Sambuca Pistoiese, che da due anni non hanno un medico di base. In Maremma una madre di Arcidosso ha raccontato di essere stata costretta a percorrere oltre 35 chilometri per una semplice visita pediatrica. E a Talamone, dopo il pensionamento dell’unico medico di base, non è stata prevista alcuna sostituzione: un intero borgo costiero, popolato da molti anziani e con forte presenza turistica nei mesi estivi, si è ritrovato senza un presidio fondamentale”.

“Le cause sono l’invecchiamento della categoria, la difficoltà ad attrarre medici nelle aree periferiche, carichi di lavoro eccessivi che scoraggiano i giovani, la burocrazia che soffoca, la mancanza di un reale sostegno logistico. Ma la politica non può limitarsi a constatare il problema: servono soluzioni concrete e coraggiose – sottolinea la candidata -.Io credo che la strada sia quella di una medicina territoriale forte, che riporti il servizio vicino alle persone. Propongo che la Regione individui zone ad alta priorità sanitaria, con bandi dedicati e incentivi economici e professionali per chi sceglie di operare nei borghi della Maremma costiera e dell’entroterra: indennità aggiuntive, alloggi agevolati, riduzioni di imposte locali, sostegno per la famiglia dei medici che si insediano in questi territori. Accanto a questo è necessario creare hub sanitari diffusi, capaci di servire più comunità circostanti, integrati con infermieri, servizi di prelievo e diagnostica di base. Fondamentale sarà anche ridurre gli oneri amministrativi, fornendo segreterie condivise e strumenti informatici che permettano ai medici di concentrarsi sulle cure e non sulla burocrazia. Serve poi investire sul futuro: le borse di studio per la medicina generale devono essere legate a un periodo di servizio nelle aree interne e costiere, e ai giovani che scelgono questa strada vanno date opportunità di crescita e stabilità”.

“Le Asl, dal canto loro, devono avere piani annuali obbligatori per garantire la copertura dei medici di base nei piccoli comuni e la Regione deve vigilare, premiando chi riesce a centrare gli obiettivi. Il dirotto alla salute non può dipendere dal luogo in cui si abita. Chi vive nei borghi della Maremma costiera, sulle colline interne o nei paesi dell’Amiata deve avere le stesse opportunità di chi abita in città. Garantire un medico di base vicino, accessibile e stabile non è un privilegio: è un diritto – termina il comunicato -. Per questo mi impegno, se eletta in Consiglio regionale, a portare queste proposte dentro il piano sanitario della Toscana: con risorse dedicate, controlli seri e la volontà politica di riportare al centro la medicina territoriale. La distanza geografica non deve mai tradursi in distanza di diritti”.

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