Grosseto. “La sanità italiana è una delle migliori del mondo e sono assolutamente fautore di una sanità solidale, pubblica e universalistica, quale è la nostra. Ciò nonostante, trovo populistico che da sinistra si demonizzi il privato in sanità. Oggi, con la struttura attuale delle Asl e con la carenza di personale, medico, infermieristico, tecnico e di operatori socio sanitari, è difficile per le Asl stesse non avvalersi di questo supporto”.
A dichiararlo è il consigliere regionale e vicepresidente della Commissione sanità Andrea Ulmi.
“La carenza di personale sanitario – afferma il consigliere – è oggi una delle principali criticità del nostro sistema. Ogni volta che mancano professionisti, inevitabilmente le liste d’attesa si allungano, i tempi di refertazione si dilatano e i cittadini sono costretti ad attendere più del dovuto per avere una diagnosi o iniziare un percorso di cura. Questo non è un semplice problema organizzativo: significa mettere a rischio la salute delle persone, perché una risposta tardiva spesso fa la differenza tra un intervento tempestivo e una complicazione evitabile. Per questo è necessario intervenire con decisione, puntando da un lato a nuove assunzioni e a una valorizzazione delle professioni sanitarie e, dall’altro, all’integrazione delle moderne tecnologie, come l’intelligenza artificiale, che possono affiancare i professionisti, ridurre i tempi e migliorare l’accuratezza dei percorsi diagnostici e terapeutici”.
Ulmi da tempo aveva auspicato, anche con atti in consiglio, l’arrivo del secondo robot chirurgico al Misericordia.
“Oggi mi viene detto che finalmente il secondo robot sia realtà – aggiunge il consigliere –, ma il timore è che anche questo non venga utilizzato per le sue reali potenzialità a causa di carenza di personale medico e infermieristico. Mi auguro che non sia così, perché i primi a pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini. Sarebbe un doppio scorno, perché i grossetani pagherebbero in termini di salute e di tasse per una macchina che non lavora”.
Ulmi si dice pronto per una nuova corsa. “Dopo cinque anni in Consiglio regionale, spesi più che altro sulla sanità – prosegue ancora Andrea Ulmi -, mi rendo conto che c’è ancora tanto da fare e i miei sforzi per cambiare il modello organizzativo in sanità, introducendo la ‘medicina basata sul valore’ rischierebbero di essere vanificati, perché anche le migliori idee devono avere una costante e determinante volontà politica per affermarsi”.
“Vorrei pertanto completare il lavoro avviato in questi anni – conclude il consigliere -. Per questo ho così deciso di ricandidarmi da civico nella lista ‘Noi Moderati-Civici per Tomasi’. Se sarò rieletto chiederò un piano straordinario di assunzioni e di reclutamento che non si limiti a un semplice palliativo, ma che garantisca una risposta strutturale e duratura all’emergenza. Dobbiamo valorizzare il nostro personale e attrarne di nuovo, offrendo condizioni di lavoro competitive e un ambiente professionale che riconosca il loro valore”.

