Grosseto. “Il Pit, il Piano integrato territoriale, così come concepito dalla Regione Toscana, rappresenta un freno allo sviluppo dei nostri territori. Non è uno strumento di pianificazione utile e moderno, ma una gabbia fatta di vincoli e burocrazia, ancora più restrittiva persino di quella applicata in Emilia-Romagna”. A dirlo è Guendalina Amati, candidata di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale della Toscana nella circoscrizione di Grosseto.
“Il Pd e il presidente Giani – prosegue Amati –, dopo aver bloccato per anni investimenti e opportunità con la legge urbanistica regionale 65/2014, hanno scelto di stringere un accordo politico con i 5 Stelle che, se confermato al governo della Regione, porterà ad ulteriori divieti e ostacoli per Grosseto, la Maremma e l’Amiata. Sarà un colpo durissimo per le imprese edili e per tutto l’indotto che da esse dipende, con conseguenze negative in termini di occupazione e prospettive per i cittadini”.
“È inaccettabile – commenta la candidata di Fratelli d’Italia – che territori come il nostro vengano trattati alla stregua di quelli della piana fiorentina. In provincia di Grosseto, a differenza, la densità abitativa è tra le più basse della Toscana e inoltre il territorio maremmano ha esigenze completamente diverse, che non possono essere cancellate da regole uniformi e miopi”.
“La mia proposta, se sarò eletta – spiega Amati –, verterà sulla modifica sostanziale della legge 65/2014. Una proposta che preveda regole chiare ma flessibili, capaci di riconoscere e valorizzare le specificità delle singole aree. Infatti, oggi più che mai serve un equilibrio che garantisca la salvaguardia del paesaggio ma anche la possibilità di crescita economica e occupazionale”.
“La Maremma e l’Amiata hanno bisogno di sviluppo, di investimenti e di lavoro, non di lacci e lacciuoli che relegano la provincia di Grosseto al ruolo di Cenerentola della Toscana. È tempo di cambiare direzione, per restituire prospettive concrete alle nostre comunità”, conclude Guendalina Amati.

