Grosseto. “Di fronte alle insistenti voci che parlano di un possibile terzo cambio (ormai dato per certo) alla guida dell’assessorato al sociale, non si può rimanere in silenzio. Se tale ipotesi dovesse concretizzarsi, saremmo di fronte all’ennesimo segnale di debolezza politica e di scarsa visione strategica da parte della maggioranza”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Rita Bernardini, consigliera comunale del gruppo misto di minoranza a Grosseto.
“L’assessorato al sociale è uno dei pochi assessorati che necessitano di continuità, programmazione e relazioni solide con il territorio, perché si occupa direttamente delle fasce più fragili della popolazione – sottolinea la consigliera -. Ogni cambio di poltrona significa ricominciare da capo: nuovi referenti, nuovi interlocutori, nuovi indirizzi. Tutto questo ricade su chi ha più bisogno di stabilità e certezze. Questo monito non è mirato a tutelare l’attuale assessore, ma a difendere l’importanza dell’assessorato stesso. Un assessorato che non può essere usato come banco di prova per equilibri interni o per giochi di potere tra gruppi e correnti. Il sociale non può essere la delega ‘di riserva’ o il capriccio di alcune forze politiche. Pertanto il sociale non deve essere un braccio di ferro o una partita a Risiko per le dinamiche interne della maggioranza, né un campo neutro dove testare equilibri di potere: è l’ambito in cui si esercita, nella sua forma più autentica, la responsabilità pubblica”.
“Se si intende ancora una volta sacrificare questo settore per logiche politiche interne, allora è chiaro che la priorità non sono le persone, ma il mantenimento e la conferma del potere. Il mio messaggio vuole essere diretto: il sociale non è un votificio, ma un obiettivo. Trattarlo come terreno di scambio rappresenta una mancanza di rispetto non solo per chi vi opera, ma soprattutto per chi ne beneficia: anziani, disabili, minori, famiglie in difficoltà – termina Bernardini -. Chi governa scelga: o stare dalla parte delle persone, o continuare a trattare il sociale come un oggetto da spostare a piacimento sulla scacchiera politica”.

