Follonica (Grosseto). “Fino al 2014 la sanità toscana era all’avanguardia, poche liste di attesa, tante le eccellenze”
A dichiararlo, in un comunicato, è il segretario del Psi di Follonica, Gregorio Cordovani.
“In quel contesto l’organizzazione delle Asl era di livello provinciale e gli ospedali periferici davano un grande supporto risolvendo efficacemente gli interventi di routine, mentre a Follonica c’era un primo soccorso dotato di personale medico e infermieristico che, grazie al reparto di radiologia, risolveva molti problemi in loco – continua la nota -. La riforma effettuata dalla Regione Toscana nel 2015, applicata dal 2016, ha modificato l’organizzazione provinciale cosicché le 12 Asl sono state sostituite da tre aree vaste. Il risultato, secondo l’allora presidente e assessore regionale alla sanità, avrebbe dovuto essere quello di una migliore organizzazione dei servizi e di un risparmio economico. Nei fatti, invece, si è creato un profondo squilibrio tra le aree e la nostra ‘Siena Arezzo Grosseto’ ha visto il depotenziamento della provincia di Grosseto a favore di Siena ed Arezzo”.
“All’interno della stessa provincia di Grosseto, poi, l’impoverimento dei territori è andato di pari passo con la crisi dei reparti grossetani e del pronto soccorso in modo particolare. Il tutto a scapito del malato – sottolinea il Psi – . Al taglio dei posti lavoro e dei posti letto negli ospedali periferici di Massa Marittima, Castel del Piano, Manciano e Orbetello pare non ci sia soluzione di continuità: non più veri e propri ospedali, ma strutture di supporto. Se si pensa che il territorio delle Colline Metallifere ha una popolazione anziana con necessità sanitarie giornaliere, aver ridotto posti letto e tagliato reparti sanitari ha comportato disagio non solo per il malato, ma anche per intere famiglie”.
“Il nostro primo soccorso, privo di radiologia e medici, di Follonica allo stesso tempo è diventato un centro di smistamento verso altre strutture, ma non più di cura: un disastro che si fa ancora più grande durante il periodo estivo quando decine di migliaia di turisti sono privi di decorosi servizi sanitari – termina il comunicato –.Una situazione ingiusta e insopportabile che può essere contrastata solo tornando alle Asl territoriali capaci di ridare ai territori quella autonomia che manca da troppo tempo”.

