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Scarlino (Grosseto). Altro passo verso l’uscita dalla fase di incertezza che sta caratterizzando la vicenda di Venator, stabilimento chimico con sede nel polo del Casone di Scarlino.
Dopo la firma della proroga del contratto di solidarietà, una decina di giorni fa, è stato siglato oggi in Regione l’accordo di progetto, ovvero il piano pubblico per la formazione e la riqualificazione del personale.
Il piano si articolerà in due fasi. La prima riguarda quella attuale, transitoria, in attesa che l’advisor incaricato trovi un nuovo investitore con un rinnovato assetto societario. Durante questa fase saranno individuati dall’azienda progetti formativi ad hoc. La firma dell’accordo di progetto, come ha spiegato il consigliere per lavoro e crisi aziendali di Eugenio Giani, Valerio Fabiani, è avvenuta soltanto oggi, e non in sede di firma della proroga del contratto di solidarietà, in quanto l’intenzione era di incrementare il numero delle persone che beneficeranno dello strumento. Dalle 35 iniziali si è infatti passati a 60.
In una seconda fase l’accordo metterà in campo ulteriori e cospicue risorse per la formazione dei lavoratori e resterà a disposizione anche del futuro potenziale investitore che potrà beneficiare degli stessi strumenti e risorse.
Rossi: “Prosegue impegno per tutelare lavoratori e territorio”
“La firma dell’accordo di progetto per la formazione e la riqualificazione dei lavoratori della Venator rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di uscita dall’incertezza che ha investito lo stabilimento chimico del Casone di Scarlino.
Un risultato che si inserisce nel quadro del lavoro avviato con determinazione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che grazie al Ministro Urso, fin dall’inizio ha seguito con attenzione la vertenza, con l’obiettivo di salvare i posti di lavoro e garantire una prospettiva di rilancio per l’intera fabbrica. L’accordo firmato oggi in Regione Toscana, che amplia da 35 a 60 il numero di lavoratori coinvolti nei percorsi formativi, testimonia l’impegno delle istituzioni a trovare soluzioni concrete, sia nella fase transitoria in attesa di un nuovo assetto societario, sia in vista dell’ingresso di un futuro investitore che potrà beneficiare degli strumenti attivati.
Come deputato di Fratelli d’Italia e rappresentante del territorio, continuerò a seguire da vicino l’evolversi della situazione, nell’interesse dei lavoratori, delle loro famiglie e dell’economia grossetana”.
Lo dichiara il deputato grossetano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi.
La Cgil: “Scelta della Regione lungimirante”
“La scelta della Regione Toscana – commenta Fabrizio Dazzi, segretario provinciale di Filctem Cgil – di promuovere formazione e riqualificazione professionale dei dipendenti di Venator Italy attraverso il finanziamento di un ‘accordo di progetto’ è un passo concreto a sostegno delle maestranze impiegate nella fabbrica del Casone di Scarlino. Di fatto 60 dipendenti dei 200 che oggi sono in regime di ‘contratto di solidarietà’ potranno utilizzare il 10% dell’orario di lavoro obbligatorio previsto per questo ammortizzatore sociale per aggiornare e riqualificare le proprie competenze, affiancando gli altri 100 che già seguono corsi organizzati in proprio dall’azienda. L’obiettivo che l’assessorato alle attività produttive presieduto da Leonardo Marras e dal consigliere per le crisi industriali Valerio Fabiani hanno condiviso con sindacati e azienda, è di tenere alto il livello delle skills professionali delle maestranze come elemento qualificante di competitività dell’impianto scarlinese in vista del subentro di una nuova proprietà.
Con l’accordo di progetto la Regione ha messo a disposizione voucher del valore di 3.000 euro ciascuno, attraverso i quali saranno acquistati sevizi qualificati di formazione professionale per aggiornare le competenze dei dipendenti. Peraltro, nelle intenzioni dell’assessorato alle attività produttive a questo primo pacchetto di sostegno alla riqualificazione professionale se ne aggiungerà un secondo, con contenuti da concordare insieme all’azienda che subentrerà a Venator.
Poiché il tempo corre – conclude Dazzi -, ci auguriamo che l’advisor Kpgm scelto da Venator Corporate per individuare i possibili acquirenti sia in grado di avanzare proposte concrete al massimo entro fine estate. I contratti di solidarietà, infatti, scadranno al 31 gennaio 2026, e bisogna fare in fretta per garantire continuità produttiva all’impianto di Scarlino. A questo proposito, confidiamo che la prima parte dei cosiddetti ‘diritti di distribuzione’, prevista entro al 30 giugno, come da accordi presi dalla capogruppo Venator Corporate presso il Ministero (Mimit), sia regolarmente incamerata da Venator Italy”.

