Castiglione della Pescaia (Grosseto). “Ancora una volta il porto canale si presenta insabbiato e ancora una volta si interviene tardi, in piena stagione e sotto la pressione delle proteste”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Ianetta Giannotti, capogruppo del gruppo di opposizione L’Alternativa nel Consiglio comuale di Castiglione della Pescaia.
“La situazione si ripete con cadenza annuale, a dimostrazione di una mancanza totale di visione strutturale – continua la nota -. Siamo ostaggio della logica dell’emergenza permanente, si aspetta che il fondale diventi impraticabile, che i pescherecci siano costretti a spostarsi, che i turisti si lamentino. E solo allora si corre ai ripari, con lavori costosi, eseguiti in ritardo e spesso insufficienti. Chiediamo all’amministrazione di uscire dalla trappola dell’improvvisazione, di adottare finalmente una visione lungimirante del porto e di dotarsi di un proprio mezzo, pianificare interventi regolari, avviare un monitoraggio costante dei fondali e collaborare in modo stabile con la Capitaneria. Il porto non è solo un’infrastruttura tecnica, è un motore economico, un patrimonio identitario e un presidio di sicurezza per chi lavora in mare. Non possiamo trattarlo come un problema secondario”.
“Tutti noi abbiamo visto la draga, meglio conosciuta come ‘succhiona’, lavorare al largo per ripulire la bocca del porto e permettere ai pochissimi pescherecci rimasti e le barche da turismo, entrare ed uscire. Alcune riflessioni sono doverose – prosegue il comunicato -.I lavori sono stati fatti a fine maggio, tra pochi giorni ci sarà un bel ponte e gli operatori lo aspettano per prendere una bella boccata di ossigeno dopo aver trascorso mesi in letargo. La succhiona è la stessa (ci siamo informati chiedendo al proprietario) che l’amministrazione Faenzi aveva acquistato per 500mila euro e rivenduta dall’amministrazione successiva a 110mila euro perché non idonea (il sindaco la riteneva inadatta), nonostante pochi giorni prima un suo assessore la ritenesse idonea per il lavoro. Siamo andati a prendere la sabbia a Marina di Grosseto (operazione molto costosa) quando davanti all’imboccatura ci sono tonnellate di sabbia che potevano servire al ripascimento spiagge e liberare la bocca del porto a costi nettamente inferiori”.
“Ci chiediamo ancora una volta il perché e quali sono le ragioni di questa scelta. Spiace ogni volta sottolineare che i lavori vengono effettuati con ‘approssimazione’ e non nell’interesse della nostra collettività – termina la nota -. Auspichiamo una risposta celere e corretta senza girare intorno all’argomento”.

