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Tutto pronto per la 69ma edizione della kermesse canora che quest’anno andrà in onda dal St. Jakobshalle della città svizzera, dal 13 al 17 maggio 2025. Dopo la rinuncia di Olly, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, che ha declinato l’offerta di rappresentare l’Italia, sarà il secondo classificato Lucio Corsi a sfidare gli altri 25 finalisti con la sua “Volevo essere un duro”. E Grosseto si prepara inevitabilmente a fare il tifo per il suo concittadino. Anche i bookies hanno già provato a stabilire un possibile verdetto finale in base a una serie di fattori tra cui dati attuali e storici, piazzamenti precedenti, risultati nei sondaggi e analisi del sentiment online. Ma il risultato non è dei più incoraggianti.
Le chance di Lucio Corsi secondo le quote sull’Eurovision
Molti critici hanno apprezzato la canzone di Lucio Corsi, ma l’hanno anche definita “non adatta” ad un concorso come l’Eurovision. Sarà per la sua melodia, per l’essere troppo poco sperimentale, a differenza dei Maneskin nel 2022, che abbinarono l’hard rock al cantautorato italiano. Certo, il brano potrebbe essere rivisitato proprio da Corsi per adattarlo al contesto, ma a confermare le sensazioni dei critici musicali ci sono anche i bookies. Le quote sull’Eurovision 2025, infatti, non sembrano classificare il cantante toscano nella top10 dei favoriti, dove troviamo invece Svezia (2.50), Austria (3.50) e Israele (5.50) sul podio virtuale. L’Italia parte dietro San Marino (15) bancata a 25 volte la posta.
Dal secondo posto di Sanremo al palco di Basilea
Volto truccato, capelli lunghi e sciolti, outfit che strizza l’occhio al gotico e al bohémienne. Si è presentato così, quest’anno, sul palco dell’Ariston. Ma ciò che interessa non è solo estetica. Lucio Corsi riprende infatti la tradizione del cantautorato italiano, che dagli anni ’60 ha fotografato le vite degli altri regalandoci diapositive del mondo che ci circonda. Recentemente ha portato la trasgressione della poesia anche sul palco dell’Alcatraz di Milano. E ha entusiasmato anche piazza San Giovanni al concertone del 1° maggio. Ma prima c’è stato il secondo piazzamento di Sanremo 2025. Tantissime date e appuntamenti in tutta Italia. E adesso ci sarà Basilea.
“Ci vediamo all’Eurovision”, ha scritto in un post su Instagram. “Ho sempre inseguito le chitarre in fuga dalle custodie, i pianoforti scappati dalle case, le armoniche soffiate dal vento, rincorrerò gli strumenti anche stavolta. Grazie a tutti, sono molto felice”. Lucio gareggerà nella serata finale del 17 maggio: l’Italia è tra i cinque paesi fondatori del contest e accede di diritto alla finale. “Lo spettacolo lo stiamo impostando”, ha detto l’artista maremmano “perché lì poi c’è anche molto impatto, ma noi vogliamo restare in linea con quello fatto all’Ariston. Forse avrò un’armonica in più. Ci sarà Tommaso Ottomano, forse anche Francis, ma non Topo Gigio”.
Da Vetulonia Dakar a “Volevo essere un duro”
Ne ha fatta di strada il cantautore toscano. Sono passati nove anni dalla pubblicazione di Altalena Boy/Vetulonia Dakar: il suo primo EP con una raccolta di dieci tracce folk-pop tra storie surreali e favolistiche, personaggi e animali grotteschi in cui ricorre il tema della contrapposizione città-campagna e lo sradicamento dai propri luoghi d’origine. L’ispirazione viene anche dalla piccola frazione di Castiglione della Pescaia, che riecheggia nel titolo della raccolta.
A distanza di quasi dieci anni dal 2015, Lucio Corsi arriva al momento apicale della sua celebrità con il brano che gli ha regalato il secondo posto a Sanremo. “Volevo essere un duro” non è solo il titolo del pezzo più conosciuto dal pubblico ma un intero album che ha solleticato l’interesse e il giudizio positivo della critica. “Un disco che parla di infanzia, di amicizia e di amore” sottolinea l’artista maremmano. “È un disco di ricordi veri e falsi, di personaggi del bene e del male, di località, che siano prati di margherite o squallide zone industriali”. Il singolo è invece una “ballata” con cui proverà a ben figurare al St. Jakobshalle di Basilea.

