Home AttualitàIl Coordinamento per la Pace scrive ai sindaci: “Fermiamo il genocidio a Gaza”

Il Coordinamento per la Pace scrive ai sindaci: “Fermiamo il genocidio a Gaza”

di Redazione
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Grosseto. Il Coordinamento per la Pace di Grosseto ha inviato una lettera ai sindaci della provincia di Grosseto, al presidente della Provincia di Grosseto e ai presidenti del Consiglio comunale per chiedere una presa di posizione rispetto all’attuale situazione presente a Gaza e in altre aree di guerra e invitandoli ad aderire alla campagna “La casa brucia. Centomila no per fermare la guerra“,  rivolta alle amministrazioni locali.

Ecco il testo integrale della lettera:

“Gentilissimi,

ci rivolgiamo come Coordinamento per la Pace Grosseto alle amministrazioni in indirizzo, in quanto istituzioni più prossime alla cittadinanza, per manifestare il nostro fermo dissenso di fronte alla chiara scelta dell’uso della forza che il nostro Paese sta avallando e che determina la delegittimazione dello stato di diritto e l’inefficacia degli strumenti ed organi, anche sovranazionali, che dovrebbero garantirlo.

Ci riferiamo specificatamente al genocidio a cui da più di un anno viene sottoposto il popolo gazawi ed alle posizioni assunte dall’Unione Europea e dal Governo italiano, in merito al conflitto in terra ucraina.

A parlare di genocidio nella striscia di Gaza non siamo solamente noi, ma anche la Corte penale internazionale, che ha emesso mandato di cattura a carico di Netanyahu e di Gallant, invitando gli Stati aderenti alla Corte a non collaborare con Israele. Ma anche la relatrice speciale dell’Onu sulla Palestina, Francesca Albanese, non esita a parlare di genocidio nel descrivere l’azione dello Stato di Israele nella striscia di Gaza. Inoltre, le distruzioni operate a Gaza si stanno estendendo nella Cisgiordania, nel Libano, in Siria, nello Yemen e minacciano di provocare uno scontro diretto con l’Iran.

La compromissione della nostra industria bellica e l’indifferenza del nostro Governo di fronte a questi fatti e a quanto indicato e stabilito dagli organismi sovranazionali ed il silenzio della stampa, quando non la manipolazione dei fatti, offendono i sentimenti e la tradizione democratica del nostro Paese, con manifesta violazione delle Legge 153/52 e 962/97, di adesione e applicazione della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio.

Ma anche l’irresponsabile posizione che l’Unione Europea – sempre disposta a prestare ascolto ai suggerimenti dei lobbisti – vede, in merito al conflitto in terra ucraina, l’adesione del nostro Governo, in netta contrapposizione con l’articolo 11 del dettato costituzionale, che vincola il nostro Paese alla costruzione della pace e della giustizia fra le nazioni.

La scelta di porre la spesa militare fuori dai meccanismi di stabilità economica non risponde certo agli interessi e ai desideri delle popolazioni, mentre risponde ai grandi interessi economici e a chi trae profitto dall’industria bellica.

Registriamo anche qui il comportamento omissivo, se non addirittura distorsivo, di buona parte della stampa nazionale. Evidentemente la persecuzione subita da Julian Assange è servita allo scopo.

Di fronte a questo scempio dello stato di diritto e all’omissione, da parte delle istituzioni nazionali, di operare al servizio al bene comune, come organizzazioni e come cittadini aderenti a questo Coordinamento per la Pace, non possiamo tacere, né riteniamo che possa tacere quella parte delle istituzioni più prossima alla cittadinanza.

Per questo motivo stimoliamo le amministrazioni della nostra provincia ad assumere atti coerenti verso il rispetto della Costituzione e dei Trattati, prima ancora che verso l’ascolto dei cittadini ed il senso di giustizia e di responsabilità che dovrebbero essergli propri.

Ci mettiamo al contempo a disposizione per concordare iniziative e creare spazi di crescita della coscienza collettiva indirizzata verso la pace e la solidarietà internazionale.

A questo proposito segnaliamo l’iniziativa ‘La casa brucia: centomila no per fermare le guerre’, rivolta anche alle amministrazioni comunali.

Ci sembra altresì importante ed opportuno che le amministrazioni intervengano presso l’Ambasciata di Israele in Italia, reclamando il rispetto del Diritto internazionale umanitario e delle disposizioni degli Organi sovranazionali.

Certi di trovare il Vostro interesse verso questi temi, salutiamo cordialmente”. 

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