“Un bel confronto da cui è emersa la volontà, seppur differenziata, di una revisione dei distretti socio sanitari che prende spunto dall’ampio dibattito svolto in Regione, sfociato nella nuova divisione dei distretti aretini”.
Così il commissario provinciale della Lega e vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Andrea Ulmi, commenta uno dei passaggi del Consiglio comunale aperto dedicato alla sanità che si è svolto a Massa Marittima, ma anche le parole del sindaco di Monterotondo Marittimo, e segretario provinciale del Pd, Giacomo Termine.
“Quello della revisione delle zone distretto è sempre stato uno dei miei pensieri principali – continua Ulmi -. Al pari delle maxi Asl, nate sulla necessità di una razionalizzazione dei costi, ma allontanando il centro decisionale dai territori e, dunque, dai bisogni e dalle necessità dei cittadini, così il maxi-distretto che fa capo al Coeso e che riunisce le aree grossetana, amiatina e delle Colline Metallifere ha mostrato l’incongruenza dovuta alla gestione di territori diversi tra di loro”.
Partendo da questo presupposto Ulmi prende atto della posizione di Termine votata al dialogo, seppur nelle differenze di presupposti. “Apprezziamo la nota di Termine su una condivisione della revisione dei distretti – sostiene il vicepresidente della Commissione Sanità –, ma se abbiamo ben capito, lui vorrebbe all’interno dell’attuale maxi distretto che fa capo al Coeso dei sub distretti. Sentendo parlare a Massa Marittima esponenti delle Colline Metallifere, ed avendo letto precedentemente le dichiarazioni di rappresentanti dell’Amiata, mi pare che ognuno di loro voglia un’autonomia distrettuale, sulla quale concordiamo anche noi a Grosseto. Dunque è meglio seguire la strada tracciata ad Arezzo di un ritorno a distretti diversi e indipendenti. Pertanto come Lega raccogliamo l’invito di Termine ad un confronto nel rispetto delle proprie posizioni, finalizzato ad ottimizzare i servizi offerti alla cittadinanza”.
Ulmi guarda infine all’immediato. “In attesa di uno sviluppo della riqualificazione della zona distretto – conclude il consigliere regionale –, riteniamo che quella stessa volontà di condivisione maturi anche nella scelta del prossimo direttore del Coeso e che si possa risolvere, una volta per tutte, la questione della presidenza dando corso, seppur con due anni di ritardo, ai patti parasociali siglati al momento della costituzione della nuova Società della salute”.

