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“I nostri fantasmi”: il film del regista maremmano Alessandro Capitani arriva nei cinema

di Redazione
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Il film “I nostri fantasmi“, del regista orbetellano Alessandro Capitani, è arrivato nelle sale dopo la presentazione alla mostra del cinema di Venezia.

Venerdì 22 ottobre, alle 18, al cinema di Orbetello il film sarà proiettato alla presenza del regista Capitani e dell’attore Alessandro Haber.

Valerio – interpretato da uno straordinario Michele Riondino – e suo figlio di sei anni Carlo – il bambino Orlando Forte alla sua prima esperienza cinematografica – vivono nel sottotetto della casa da cui sono stati sfrattati. Ogni volta che arrivano nuovi inquilini, li terrorizzano inscenando la presenza di fantasmi, nella speranza di tornare a vivere nell’appartamento “di sotto”. Per Carlo è un gioco che lo protegge da una vita misera e da una mamma assente (la disfatta familiare è iniziata proprio con la sua morte). E per un po’ lo stratagemma funziona, finché non arriva Myriam – la bravissima attrice Hadas Yaron – in fuga con la piccola Emma da un marito violento (Paolo Pierobon). Ma lei dei fantasmi non ha paura, come dice subito al vicino un po’ impiccione interpretato da Alessandro Haber.

Alterna momenti drammatici e comici, commoventi e di riflessione, il film “I nostri fantasmi” del regista Alessandro Capitani, che ne ha scritto anche il soggetto; mentre per la sceneggiatura alla sua firma si aggiungono quelle di Francesca Scialanca e Giuditta Avossa.

Presentato alle Giornate degli Autori durante la settantottesima mostra internazionale del cinema di Venezia, il film è distribuito da Fenix Entertainment ed Europictures.

Alessandro Capitani ha vinto il David di Donatello nel 2016 con il corto “Bellissima”, ha diretto la regia del film “In viaggio con Adele”, è autore e regista di programmi Rai. E adesso la regia de “I nostri fantasmi”: “Lo definirei – spiega Capitaniun fantasy neorealista. Ci sono i grandi temi: il lavoro, la casa, la violenza sulle donne, ma è anche un po’ fantasy. C’è una dimensione brillante e gioco con i generi, li mescolo. Forse è un po’ più com’era la commedia all’italiana in cui si ride e si piange, e il dramma si mescola al sorriso. Come nella vita vera”.

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