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Archeologia pubblica a Civitella Paganico: se ne parla in una tavola rotonda

di Redazione
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C’era una volta l’archeologo che studiava nel proprio ambito, Soprintendenza o Università, e si recava poi sul territorio per scavare; svolta la ricerca, spesso il tutto terminava con una relazione o, quando andava bene, con una pubblicazione ad uso e consumo degli addetti ai lavori.

Oggi l’archeologia pubblica rappresenta un metodo imprescindibile, che lega indissolubilmente archeologia, cultura popolare, testimonianze orali ed affezione al proprio territorio.

Fu la Convenzione di Faro del 2005 a legittimarla: nell’articolo 12 lettera A ribadisce “la necessita della partecipazione democratica dei cittadini al processo di identificazione, studio, interpretazione, protezione, conservazione e presentazione del patrimonio culturale“. Essa si fonda sul presupposto che la conoscenza e l’uso dell’eredità culturale rientrino tra i diritti umani, ed in particolare nell’ambito della libertà dell’individuo di prendere parte alla vita culturale della comunità; ecco quindi che una nuova impostazione delle ricerche prevede l’aiuto di coloro che vivono in quel luogo, in un processo che porta consapevolezza della propria storia.

Il nostro territorio è stato molto fortunato, poiché, oltre ad essere ricchissimo di testimonianze del passato, è stato indagato da uno dei pionieri dell’archeologia pubblica, che la praticava prima che venisse decodificata: il professor Riccardo Francovich con i suoi ottimi allievi ha scavato per anni coinvolgendo coloro che volessero essere parte della ricerca dell’antichità.

Anche in questo la scuola del prof. Francovich è stata all’avanguardia ed oggi questo è il metodo di studio praticato in Maremma: partecipare agli scavi, sorvegliarli, tagliare l’erba, ma anche e soprattutto diffondere la consapevolezza del patrimonio culturale di cui tutti sono testimoni e custodi.

Un esempio sono gli scavi condotti in più località del comune di Civitella Paganico, ricco di testimonianze che vanno dall’epoca previllanoviana, a quella etrusca e romana, fino al XVI secolo.

Dei due scavi principali e dei molti altri in piccoli, ma significativi siti si parlerà in una tavola rotonda, presente nel programma del cartellone eventi 2021 della Fondazione Polo universitario grossetano, che si propone di comunicare l’andamento dei lavori e le ipotesi di studio sulle aree indagate ed organizzata da: Università di Siena, Fondazione Polo universitario grossetano, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto ed Arezzo, associazione archeologica Odysseus.

L’incontro “Archeologia pubblica nel territorio di Civitella Paganico” si svolgerà venerdì 25 giugno, alle 10, e sarà possibile seguirlo in diretta al link www.polouniversitariogrosseto.it.

Parteciperanno alla conferenza:

  • Alessandra Biondi, sindaco del Comune Civitella Paganico;
  • Matteo Milletti, funzionario archeologo presso la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo;
  • Didier Boisseuil, maître de conférences en histoire médiévale (Hdr) e Cc-directeur du département d’histoire et d’archéologie dell’Université de Tours;
  • Valerj Del Segato, archeologa dell’associazione archeologica Odysseus;
  • Roberto Farinelli, ricercatore e docente dell0Università degli Studi di Siena;
  • Michelle Hobart, Adjunct Professor The Cooper Union for the Advancement of Science and Art;
  • Andrea Marcocci, archeologo dell’associazione archeologica Odysseus;
  • Paolo Nannini, funzionario per le tecnologie della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo;
  • Debora Quaglia: archeologa dell’associazione archeologica Odysseus;
  • Stefano Ricci Cortili, ricercatore e docente dell’Università degli Studi di Siena;
  • Alessandro Sebastiani, ricercatore e docente dell’University at Buffalo – Suny;
  • Maria Angela Turchetti, funzionaria archeologa presso la Direzione regionale dei Musei Umbria (Direttore del Museo archeologico nazionale dell’Umbria, Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone).

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