“Succede troppo spesso di vedere per la città le biciclette lasciate dove capita, legate a un palo della luce o della segnaletica stradale, a un albero, oppure appoggiate a un muro o anche parcheggiate sui marciapiedi complicandone l’utilizzo ai cittadini, soprattutto se disabili”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Massimo Di Giacinto, consigliere comunale dell’omonima lista a Follonica.
“E questo avviene tutto l’anno, ma il fenomeno si accentua nel periodo estivo quando Follonica, fortunatamente, si riempie di turisti – spiega Di Giacinto -. C’è anche un altro problema, quello dell’abbandono delle bici menomate dal furto delle ruote, del sellino o del manubrio e lasciate incivilmente per strada oppure legate a una rastrelliera. E’ un bello spettacolo? Non credo, o perlomeno a me non piace. Il parcheggio selvaggio delle bici e il loro abbandono danno l’immagine di una città disordinata quando, invece, abbiamo bisogno proprio del contrario. Non ho nulla contro la bicicletta e chi la usa anzi, da abituale utilizzatore per gli spostamenti in città, sono per la sua forte diffusione come mezzo di trasporto perché non inquina, fa bene alla salute e rende le città più vivibili“.
“Ma per evitare i disagi e le brutture legate al parcheggio selvaggio delle bici e il loro abbandono è necessario mettere in strada, nei posti giusti, quante più rastrelliere possibili. La presenza di un congruo numero di rastrelliere darebbe la possibilità, a chi si muove con la bicicletta, di parcheggiarla in sicurezza, nel rispetto del decoro urbano e senza la necessità di arrangiarsi alla meglio. Ci sono rastrelliere di tutti i tipi, ma credo sia necessario guardare sia alla forma che alla sostanza, installando rastrelliere sicure che prevengono il furto permettendo di agganciarci tutto il corpo della bici – termina Di Giacinto -. Follonica ha le caratteristiche morfologiche, perché praticamente tutta pianeggiante, per diventare davvero ‘la città della bicicletta’ con una mobilità urbana sostenibile e ecologica a vantaggio della sua ‘immagine green’. Ecco perché è necessario, a mio avviso, riempirla letteralmente di rastrelliere per evitare di vedere bici, o loro residui, sparsi disordinatamente e maleducatamente ovunque“.

