Home GrossetoPolitica GrossetoSanità, il Pci: “Verso il taglio dalle 24 alle 8 della guardia medica anche in Maremma?”

Sanità, il Pci: “Verso il taglio dalle 24 alle 8 della guardia medica anche in Maremma?”

di Redazione
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Non si placa la voglia di tagliare e si approfitta anche del covid, così quello che non è entrato dalla porta la Regione Toscana lo fa entrare dalla finestra, tornando a colpire il servizio di continuità assistenziale“.

È questo il giudizio espresso dalla segreteria della federazione del Pci di Grosseto sul prospettato dimensionamento del servizio di continuità assistenziale iniziato nella Asl Toscana Centro.

“È infatti il contenuto di una nota dell’Azienda Usl Toscana Centro, indirizzata a tutti i sindaci dell’area, è proprio il responsabile del Dipartimento Rete sanitaria territoriale, dott. Mannelli, ad avanzare una proposta che va nuovamente a prevedere il ridimensionamento dei medici della continuità – continua la nota del Pci -. I motivi sono sempre gli stessi. Mancano i medici di medicina generale e quelli che ci sono servono per contrastare il covid per cui, non potendo più garantire il mantenimento del servizio di continuità assistenziale in termini di ore e sedi, viene previsto un accorpamento delle sedi. Così, dalla mezzanotte alle otto, chi avrà necessità di visite mediche dovrà rivolgersi al servizio di emergenza urgenza. In sintesi, i pronto soccorso dovranno farsi carico dei cittadini che in queste fasce orarie si sentono male. Tutto questo significa scaricare sui cittadini l’onere di recarsi al pronto soccorso o in alternativa partiranno ambulanze della Cri o delle Misericordie che trasporteranno chi ha bisogno presso il presidio ospedaliero. Questa proposta, per il momento limitata all’area centro della Toscana, sarà probabilmente estesa alle altre Asl. Tutto non tornerà come prima, ma si arretrerà ancora”.

“Assurdo che, dopo 15 mesi dallo scoppio della pandemia, l’unica cosa che il sistema sanitario e la politica regionale riescono a fare sono tagli, mascherati da scelte tecniche e giustificati dalla pandemia per nascondere i fallimenti della politica sanitaria regionale – sottolinea il Pci -. Si teorizza di voler rafforzare il territorio e questa sarebbe la strategia? Si vogliono alleggerire ospedali e pronto soccorso e questo è il progetto? Chi ne farà le spese saranno soprattutto le realtà periferiche e quelle dove i disagi legati alle percorrenze sono notevoli. Questa nuova misura si somma alla già cronica carenza di medici di base e pediatri che fa sì di vedere sempre più cittadini costretti a recarsi in altri comuni per ricevere assistenza medica di base”.

“Il Pci crede che il danno causato da questa operazione cadrà sulle spalle del personale dei pronto soccorso e ne pagheranno le conseguenze anche le associazioni di volontariato che si occupano di trasporto sanitario già in difficoltà per mancanza di volontari che si troveranno in carico ulteriori servizi, oltre a quelli complessi come le emergenze – urgenze. C’è necessità di pianificare interventi che portino a rafforzare le dotazioni organiche con assunzioni vere e non con procedure che impegnano medici con contratti precari, con partite Iva o con appalti, subappalti che sfruttano le professionalità e provocano demotivazione e fughe dei professionisti dal settore – termina il comunicato –. Questa misura, se verrà estesa anche alla nostra provincia, sarà un altro duro colpo alle nostre realtà: per questo chiediamo ai sindaci che si attivino da subito per evitare ipotesi di riduzione di un servizio fondamentale per il nostro territorio“.

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