“Nel nostro Paese l’industria geotermoelettrica è presente soltanto in una piccola porzione di Toscana interna nei Comuni dell’area tradizionale tra Larderello e Monterotondo Marittimo e di quella nuova sull’Amiata“.
A dichiararlo è Giacomo Termine, segretario provinciale del Partito democratico.
“Per un lungo periodo di tempo è stata, ed è, la principale, se non esclusiva, base economica e di sostegno sociale e occupazionale per la ‘vita’ delle nostre comunità e importante fonte di sviluppo – spiega Termine -. Lo sfruttamento di questa risorsa ha consentito una permanenza, seppur ridotta, delle popolazioni in territori marginali, spesso con infrastrutture fragili e scarse opportunità di ulteriore sviluppo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un generale indebolimento del sistema industriale collegato alla geotermia causato da politiche viziate da pregiudizi ideologici e una conseguente crisi del tessuto socio-economico dei nostri comuni. È necessario ripartire con decisione per difendere questa grande e indispensabile risorsa energetica e con essa il grande valore dei nostri borghi, degli straordinari paesaggi, della cultura, tradizioni e prodotti. Perdere o, semplicemente, lasciare lentamente deperire queste zone renderebbe indubbiamente più povera tutta la Toscana e l’Italia“.
“Il rinnovo della concessione per l’utilizzo della risorsa geotermica che scadrà nel 2024 deve essere interpretato come una grande opportunità, un passo verso il futuro – sottolinea Termine -. L’industria geotermoelettrica ha bisogno di crescere sia in quantità che qualità produttiva. Il futuro è in una visione espansiva di sviluppo e di investimenti nei nostri territori, sempre nel rispetto delle volontà delle comunità locali come è stato stabilito dalla Regione Toscana. In questo quadro chiediamo che la Regione Toscana si attivi subito per lavorare sul rinnovo della concessione tenendo presenti le seguenti condizioni:
- la necessità di prevedere che il futuro concessionario debba fare massicci investimenti nella ricerca geotermica tale da permettere maggiore produttività e nuove aree di utilizzo della risorsa anche alla luce di possibili sviluppi legati alla media entalpia;
- prevedere un ammodernamento alle nuove tecnologie delle centrali attualmente in funzione, permettendo così una prospettiva importante di ricadute economico occupazionali sul territorio migliorando contemporaneamente anche i anche i parametri ambientali;
- cogliere l’occasione della scadenza della concessione per sottoscrivere un nuovo protocollo con i Comuni, come quello del 2007, che possa dare forza e prospettive di sviluppo socio-occupazionale alle nostre piccole comunità;
- in ultima analisi andrebbe anche affrontata l’opportunità di sottoscrivere un protocollo di intesa tra Regione, Comuni e concessionario per dare forza e risalto alle imprese del nostro indotto geotermico quando vengono effettuate gare di appalto. L’indotto geotermico conta più di 1.000 unità lavorative e deve essere tutelato”.

