“La questione mense scolastiche è un problema che, all’Argentario, ha assunto notevoli proporzioni“.
A dichiararlo è Luigi Scotto, capogruppo di “Argentario: il progetto” in consiglio comunale.
“Le difficoltà legate alla pandemia, infatti, si sono acuite notevolmente per le numerose famiglie residenti che non possono contare, in un momento delicato come questo, su un servizio essenziale come quello della somministrazione pasti per gli alunni delle scuole primarie. Il tutto aggravando non poco il management familiare di tantissime persone – spiega Scotto -. Il 20 ottobre 2020, quindi oltre 3 mesi fa, era stata addirittura presentata una petizione popolare perchè venissero presi immediati provvedimenti. Ad essa il sindaco, il 5 novembre, aveva dato risposta affermando che, essendo stato deciso in sede di Consiglio di istituto che l’orario scolastico nelle scuole primarie di Proto Ercole e Porto Santo Stefano avrebbe avuto svolgimento giornaliero per la durata di 4 ore e 30 e presenza il sabato (a Porto Ercole con orario di 5 ore al giorno e la presenza a scuola a sabati alterni), la questione dell’attivazione del servizio mensa non era da prendere in considerazione perché dipendente dalla suddetta organizzazione dell’orario”.
“Dal verbale del Consiglio di istituto si evince come, tra le motivazioni addotte, siano emerse delle problematicità riguardo i locali destinati ad ospitare la mensa, poiché non avrebbero avuto una capienza sufficiente ad ospitare tutti gli alunni nel rispetto delle nuove disposizioni sul distanziamento sociale – sottolinea Scotto -. Dal medesimo verbale, però, emerge come la delibera a firma della dirigente scolastica si sia basata su una informazione quantomeno incompleta in materia di normative anti Covid-19. Infatti, nella maggior parte, se non nella totalità dei Comuni della provincia, il servizio mensa anche per il tempo prolungato (per quello pieno è stato confermato come obbligatorio) è stato attivato a seguito di richieste rivolte, da parte della dirigenza, ai competenti uffici Asl. Questi, a quanto ci risulta, non sono mai stati interpellati dalla dirigente scolastica per trovare una soluzione definitiva al problema. Dalla stessa interrogazione che ho rivolto al responsabile dell’Unità funzionale sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Toscana, è stata ‘confermata l’inesistenza di norme ostative all’effettuazione del servizio mensa nel tempo non soltanto pieno ma anche prolungato. Tra l’altro, per rispettare i requisiti minimi di distanza, è possibile effettuare la somministrazione dei pasti in aula, così da evitare condizioni di assembramento in un unico spazio condiviso. Ovviamente sia prima che dopo i pasti i banchi dovranno essere sanificati e puliti, ed i locali sufficientemente areati'”.
“Quindi nessun motivo ostativo all’effettuazione del servizio mensa anche nella nostra scuola primaria destinando il refettorio ad alcune classi e lasciando che le altre consumino il pasto, anche con sporzionamento dello stesso cibo e non con pasti monodose, sui banchi delle aule didattiche, precedentemente disinfettati dal personale addetto. Con beneficio degli utenti e con poco sforzo da parte degli amministratori e dei dirigenti. E’ intenzione di ‘Argentario: il progetto’ di avanzare interrogazione in sede di prossimo Consiglio comunale, con contestuale deposito della documentazione ottenuta dalla Asl in risposta a semplice richiesta che, a tempo debito, avrebbe dovuto essere rivolta dal dirigente, al fine di consentire all’amministrazione comunale, che invece di interessarsi seriamente del problema come avrebbe dovuto, ha lasciato correre – termina Scotto –, alla luce delle nuove evidenze, di attivarsi in merito“.

