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Taglio del bosco sull’Amiata: le soluzioni di Cna per impedire la crisi del settore

di Redazione
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Cna interviene ancora sul tema del taglio del bosco ceduo. Dopo aver lanciato l’allarme ad agosto, a seguito della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che sottoponeva al parere delle Soprintendenze per i beni culturali le attività di taglio, adesso il parere della Soprintendenza di Siena, Grosseto e Arezzo rischia di bloccare di fatto le imprese amiatine.

In un momento così difficile per la nostra economia – dichiara Cna Grossetonon si può fermare un’attività sulla base di osservazioni presentate da un’associazione ambientalista. Il taglio del bosco ceduo, in Amiata, ha consentito negli anni che i boschi non venissero abbandonati e ha rappresentato un’attività utile per il territorio. Occorre fare il possibile per evitare che a rimetterci siano le imprese e che il territorio venga ulteriormente abbandonato, con tutti i rischi che questo può comportare dal punto di vista dell’assetto idrogeologico”.

Secondo Cna Grosseto sono tre le possibili strade che si possono seguire per affrontare la complicata questione: “I boschi amiatini, fin dagli anni Cinquanta, sono sottoposti a vincolo ministeriale mediante decreto. Con una modifica del decreto del Presidente della Repubblica 31 del 2017, questi potrebbero essere esentati dal vincolo, se inseriti in quelli già elencati nell’Allegato A dello stesso decreto, per le pratiche di selvicoltura”.

In alternativa, attraverso la futura legge di bilancio – continua l’associazione -, il Parlamento potrebbe modificare il decreto legislativo 42 del 2004, il cosiddetto ‘Codice del Paesaggio’, che prevede all’art. 149 lett. c), tra gli interventi non soggetti ad autorizzazione, solo quelli indicati e vincolati ai sensi delle ex legge Galasso. Questa possibilità potrebbe essere estesa a tutti i boschi, purché previsti ed autorizzati in base alla normativa forestale in materia“.

In ultima battuta Cna ipotizza anche un intervento diretto del Ministro per i beni culturali Franceschini, che potrebbe, con una semplice circolare, invitare le Soprintendenze ad esprimere pareri sul paesaggio e non in materia forestale. Nel caso specifico dell’Amiata, questa competenza è stata delegata all’Unione dei Comuni e solo questo Ente, quindi, si può esprimere sui vincoli idrogeologici e forestali e quindi sulla corretta gestione forestale.

Chiediamo che in breve tempo si faccia chiarezza su questa vicenda – conclude Cna Grosseto – . L’associazione è disponibile a confrontarsi su questo argomento, che rischia di portare al definitivo crollo di un settore occupazionale importante per la provincia di Grosseto, in un momento tutt’altro che semplice per le imprese a causa del Covid“.

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