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Scuola, Fratelli d’Italia: “La stabilità didattica è garantita dai precari”

di Redazione
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“Sorvolando sui grandi problemi legati alla riapertura delle scuole, dove un doveroso grazie va a tutti i dirigenti, insegnanti e operatori scolastici che in maniera molto professionale hanno gestito nelle scorse settimane e che purtroppo stanno gestendo anche attualmente questa situazione emergenziale nelle scuole, l’attenzione adesso si pone soprattutto sui docenti precari, grazie ai quali si garantisce alla scuola italiana una stabilità didattica. Docenti, quest’ultimi, che in tutti questi anni si sono ‘guadagnati’ con il loro lavoro, il diritto ad essere stabilizzati, secondo la Direttiva europea 1999/70“.

A dichiararlo è Simonetta Baccetti, responsabile del Dipartimento provinciale istruzione e cultura di Fratelli d’Italia Grosseto.

“Il servizio giuridico della Commissione Europea – spiega Simonetta Baccettimette in evidenza come la normativa italiana violi la direttiva comunitaria 1999/70/CE. Infatti, basti pensare che lo Stato italiano, ad oggi, viene a trovarsi in una situazione di totale inadempimento rispetto alla direttiva comunitaria. La Commissione stessa ha censurato il comportamento del nostro Paese, che è stato quello di reiterare e prorogare, oltre i 36 mesi, i relativi contratti. Questo, sappiamo bene che non avviene e ogni anno i precari vengono utilizzati per coprire le cattedre vuote. A quanto pare, chi siede nella poltrona di Ministro dell’istruzione, forse per proprie scelte ideologiche, non ritiene che i docenti precari meritano la stabilizzazione e la sola strada possibile è quella del concorso, la cui sola iscrizione per un precario, vogliamo ricordare, è costata 50 euro”.

“Il 22 ottobre prossimo – spiega Baccetticostituirà la data per l’avvio del concorso straordinario. Tra l’altro in piena crisi sanitaria, in un momento in cui moltissimi precari già lavorano e devono anche trovare il modo e il tempo per prepararsi alla prova d’esame, senza tralasciare anche l’ipotesi di non poter partecipare da parte di alcuni, per i contagi e le eventuali quarantene, od altro. La domanda sorge spontanea: perché un Ministro ritiene prioritario un concorso che in questo periodo dell’anno scolastico non porterà in cattedra nessuno? Perché non prende in considerazione il fatto che basterebbe applicare la normativa europea prima citata per disporre di tutto il personale docente necessario? Non vogliamo nemmeno lontanamente pensare che per qualcuno il precariato ‘non deve finire’; il precario costa meno del docente di ruolo e svolge lo stesso servizio (copertura delle cattedre, commissario nelle sedi di esame, ecc.), ha bisogno di incrementare il punteggio in graduatoria, quindi costo per la formazione, poi i ricorsi, che periodicamente vengono proposti ai precari per rivendicare i loro diritti, in sostanza i precari sembrano diventati delle ‘mucche da mungere’“.

“Per sanare la situazione scuola – conclude Simonetta Baccettivi è una soluzione semplicissima, applicare la Legge e tecnicamente abbiamo ancora circa 20 giorni di tempo per un eventuale decreto sulle stabilizzazioni. Ministro, sarebbe utile annullare il concorso, modificare la procedura e procedere all’assunzione per titoli e servizi. Ministro, non ci venda la solita storiella con la quale assumere per ‘titoli e servizi’ non è rispettoso della Costituzione. Questa storiella non regge più ed è vecchia quanto la sua idea di Ministro dell’istruzione, vecchia anni luce dalla realtà nella quale il mondo della scuola sta vivendo oggi nel 2020″.

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