“Ho firmato, come impegno mio personale e del partito che guida la coalizione a sostegno di Eugenio Giani presidente, un documento nel quale vengono riassunte le richieste dei Giovani democratici toscani”.
A dichiararlo è Giampaola Pachetti, candidata del Partito democratico alle prossime elezioni regionali.
“La mia vita è stata tutta insieme ai giovani e per i giovani e sono ben consapevole delle difficoltà che incontrano in Italia a inserirsi nel mondo del lavoro, soprattutto quelli che hanno titoli di studio elevati, molti italiani sono più preoccupati per i propri ragazzi che emigrano che per l’arrivo di migranti – continua la candidata –. Se ne vanno i giovani maggiormente formati, molto poco o per nulla valorizzati in patria, ma apprezzati all’estero: sono circa 100.000 all’anno. Il 40% di chi parte per l’estero ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni e la società italiana ritiene accettabile che oltre il 20% dei suoi ragazzi non faccia nulla: né studi e né lavori. Questo fenomeno rappresenta un’emorragia di saperi, competenze, creatività che il Paese non può permettersi se vuole recuperare il gap con gli altri Paesi europei e soprattutto uscire rapidamente dalla lunga crisi economica“.
“Se in aggiunta a quanto detto, viene fatto un approfondimento sulle tematiche occupazionali femminili, il dato che emerge è ancora più drammatico. Ai giovani viene, di fatto, negato un futuro operoso, capace di dare loro le stesse gratificazioni che hanno avuto i loro genitori. Le aziende lamentano, dal canto loro, che, usciti dal percorso scolastico, i ragazzi non abbiano un adeguato livello di formazione, che i curricula scolastici non siano adeguati alle richieste del mondo del lavoro. Servono maggiori rapporti tra mondo formativo (scuola, università ricerca) e mondo produttivo – termina Giampaola Pachetti -. Maggiori investimenti regionali per sostenere percorsi post diploma e di alternanza scuola/lavoro e borse di studio per la formazione dei giovani in aziende leader di settori tecnologici strategici, quali ad esempio quelli nano tecnologici, dello studio e del recupero dei materiali”.

