Home FollonicaVenditori ambulanti, il Psi: “Bene pettorina di riconoscimento contro abusivismo”

Venditori ambulanti, il Psi: “Bene pettorina di riconoscimento contro abusivismo”

di Redazione
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Avere ragione in anticipo è quasi sempre poco gratificante, anzi, molto spesso frustrante. E’ notizia di queste ore l’iniziativa del Commissario prefettizio di dotare i venditori ambulanti con regolare licenza di una pettorina di riconoscimento sulla spiaggia di Follonica affinché possano essere riconosciuti dai bagnanti”.

A dichiararlo, in un comunicato, è il Psi di Follonica.

Un tentativo di lotta all’abusivismo che condividiamo in pieno – continua la nota -. Il tentativo è quello di responsabilizzare i clienti che si troveranno di fronte alla possibilità di scegliere tra un acquisto illegale e uno corretto. Insomma, tutelare i venditori ambulanti regolari e togliere l’alibi all’acquirente-bagnante che, ricordiamolo, in caso di acquisto di merce contraffatta, potrebbe incorrere in sanzioni. La frustrazione nasce dal fatto che, nel corso della passata legislatura, abbiamo a più riprese cercato di far capire a Benini la necessità di questo provvedimento poco invasivo, ma che, almeno, riusciva a distinguere il lavoratore regolare da quello irregolare. E’ dell’Agosto 2017 la nostra uscita stampa sul tema nella quale proponemmo una maglietta con lo stemma del Comune di Follonica per identificare i venditori regolari sulle spiagge della città del Golfo”.

“I media si infilarono a piene mani su un tema che in estate è particolarmente sentito poiché a Follonica, soprattutto in alcuni tratti del litorale, vengono impiantati dei veri e propri bazar dell’irregolarità. Benini, di tutta risposta, stroncò la proposta del Psi dicendo che il problema non erano i venditori, ma i prodotti contraffatti che possono essere riconosciuti dalle persone – termina il comunicato -. La via per la lotta all’abusivismo era fatta di campagna di informazioni. Le campagne sono state fatte e i risultati sono stati pari a zero. Dotare i venditori autorizzati di un simbolo di riconoscimento per Benini era un ‘falso problema’. Oggi il Commissario, invece, segue una strada diversa sul tema della contraffazione. Chissà se Benini la pensa sempre come allora”.

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