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Centro prelievi, Fratelli d’Italia: “No alla privatizzazione, la Asl applica due pesi e due misure”

di Redazione
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Apprendo dagli organi di stampa che la Ausl Toscana sud est, per Grosseto, mette a bando il centro prelievi per soggetti privati in ottemperanza della delibera del direttore generale, Antonio D’Urso, n. 658 del 19 giugno scorso“.

A dichiararlo è Fabrizio Rossi, presidente provinciale di Fratelli d’Italia.

“Un avviso per manifestazione di interesse relativo non solo al punto prelievi, ma anche rivolto ad esternalizzare e quindi privatizzare anche le prestazioni di medicina di laboratorio, come recita la deliberazione – spiega Rossi -. Tra lo stupore e lo sconcerto, pare che il direttore generale si sia rimangiato quello che è stato tanto sbandierato nella conferenza dei sindaci. Ma non doveva rimanere tutto al Misericordia? Evidentemente si fanno affermazioni di giorno e le si smentiscono di notte. Addirittura nella delibera si fa riferimento a mail a firma di direttori di distretto che ne giustificano l’imminente necessità, non solo per il centro prelievi, ma anche per la medicina di laboratorio operante nella provincia di Grosseto, con l’evidente obiettivo di progressivamente depauperare il servizio pubblico non solo sul lato prelievi, ma anche su lato delle prestazioni di medicina di laboratorio“.

“Ma come mai tutta questa urgenza a Covid azzerato? Quali sono le esigenze ‘improrogabili’ che giustificano ‘il trasferimento delle attività del centro prelievi all’ospedale Misericordia’, si legge nella delibera citata, a favore di altri soggetti privati solo a Grosseto – domanda Rossi? Davvero incomprensibile questa scelta. Addirittura se si pensa che soltanto tra pochi mesi entrerà in funzione una strumentazione di ultima generazione, denominata Corelab, il cui costo si aggira intorno ai cinque milioni di euro (ben 5.000.000,00 euro a spese del contribuente) proprio per eseguire al Misericordia, cioè all’interno del Misericordia, quelle prestazioni di medicina di laboratorio che adesso si vuole cedere anche a soggetti privati, come indicato già nel titolo della delibera n. 658. Ancora più incomprensibile è il raffronto con altre realtà, poiché questa accelerazione riguarda, appunto, solo Grosseto e non ad esempio Arezzo, altro ospedale dichiarato “Covid-19′“.

“Dall’esame della precedente delibera, la numero 657 del 18 giugno 2020, Arezzo, al contrario, se la prende comoda: protocollo d’intesa con il Comune di Arezzo per il trasferimento della sede del punto prelievi e ubicazione nelle vicinanze del medesimo; il tutto con tempi davvero decisamente più lunghi e senza fretta. Eppure, come sanno tutti ed è visibile ictu oculi, Grosseto ha un centro prelievi moderno, accreditato e soprattutto con entrata autonoma rispetto al resto dell’ospedale, perchè ci sarebbe bisogno di delocalizzare in così tutta fretta? Infine, non è dato sapere come mai si intende delocalizzare sia i punti prelievi a Grosseto (ammesso sia utile) e contemporaneamente cedere terreno ai privati per la linea analitica, a scapito di un forte investimento tecnologico, già effettuato mesi fa, come il nuovo sistema Corelab. Ad Arezzo niente di tutto questo viene effettuato, al massimo sarà spostato, con estrema calma, il centro prelievi, come si apprende confrontando le due delibere – termina Rossi -. A quanto pare Grosseto e Arezzo vanno in direzioni diverse e ci domandiamo se le motivazioni siano davvero sanitarie o politiche“.

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