“Dagli annunci sulla stampa, quasi continui, ci pare che per la situazione siano state mobilitate dall’amministrazione di Massa Marittima chissà quali risorse per contrastare gli effetti collaterali lasciati dal covid, come la mancanza di risorse alle famiglie per i bisogni primari“.
A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria del Pci delle Colline metallifere.
“Agli interventi del Governo nella prima fase di aiuti (buoni alimentari, bonus 600 euro, Cig, ecc…), si sono sommate le iniziative locali, come la raccolta di fondi per acquisto di alimenti promossa dal Comune, che hanno dato delle prime parziali risposte a questi bisogni, anche se ci risulta che ancora ad oggi bonus piccole imprese e Cig siano in forte ritardo – continua la nota -. Tutti interventi finanziati dal Governo e dalla Regione, a cui si sommeranno altri interventi annunciati con l’ultimo decreto per dare risposte urgenti ed essenziali a chi si trova in sempre maggiori difficoltà. A nostro avviso è giunto il momento che anche il Comune faccia la sua parte e metta a disposizione, dal proprio bilancio, ulteriori risorse per il sostegno economico di famiglie e cittadini destinate agli alimenti, alla casa e ad altri aspetti indispensabili alla vita quotidiana“.
“Come? Istituendo un fondo specifico legato all’emergenza del dopo covid e finanziato con quelle risorse già previste per altre attività che sono state interrotte a causa della pandemia, come ad esempio quelle scolastiche, recuperando le spese correnti che non ha dovuto sostenere come mensa, utenze, riscaldamento o in alternativa riducendo gli interventi previsti e finanziati per opere, destinando quelle risorse al contrasto della povertà – prosegue il comunicato -. Per il Pci è necessario che il Comune si doti, se non lo ha già fatto, di una mappatura delle richieste effettuate per un monitoraggio attento del disagio economico in cui sono cadute famiglie e cittadini. La consegna di pacchi alimentari, che è stato possibile mettere in piedi grazie all’iniziativa dell’amministrazione, è dovuta alle donazioni della popolazione, ma deve avere maggiore capienza, inserendo risorse comunali per rispondere alle esigenze della popolazione più fragile. Certamente 7.500 euro di donazioni non andranno a coprire tutte le esigenze che i 50.000 euro del Governo hanno soddisfatto, non ci saranno probabilmente possibilità per cifre analoghe, ma è necessario garantire ad una platea più vasta il sostentamento per avere un ‘pezzo di pane‘”.
“Anche sul bonus affitti covid, anch’esso finanziato dal Governo, si deve accelerare perché, se è vero che alle famiglie il contributo arriverà a luglio, ci sembra che i tempi siano veramente esagerati per alleviare le difficoltà di inquilini e proprietari. La segreteria del Pci vuole fare anche un’annotazione politica perché è bene uscire dall’ambiguità. Le proposte del Pci non sono per cavalcare situazioni di disagio e raccogliere facili consensi, ma sono per esprimere una propria visione su come affrontare la situazione per dare le migliori risposte ai cittadini. A noi del Pci pare invece che con questa storia del covid serva alla maggioranza per decidere tutto da sola. È nostra opinione che da una parte si chieda collegialità e dall’altra non si pratichi, da parte dell’amministrazione, questo sport, ma che la maggioranza voglia decidere tutto e come vuole e sia diventata l’occasione per far tacere chi la pensa in un modo diverso – termina il comunicato -. Riteniamo inoltre di correggere l’assessore Marconi quando focalizza l’attenzione più che su aiuti di carattere assistenziale al rilancio del mondo produttivo. Chi amministra deve pensare ad entrambe le cose e soprattutto deve intervenire verso chi sta precipitando o si trova già in condizione di povertà“.

