“Tradizione e Innovazione”, gruppo di opposizione nel Consiglio comunale a Castel del Piano, avanza due proposte per affrontare l’emergenza coronavirus: un consiglio comunale dedicato alle misure per sostenere famiglie ed imprese; un ruolo dell’Unione dei Comuni per una strategia sulla ripartenza.
“Siamo ancora nella fase 1 dell’emergenza, ma siamo preoccupati per l’assenza di proposte nuove a sostegno di famiglie ed imprese da parte dell’amministrazione come è emerso anche nel Consiglio comunale di ieri pomeriggio in videoconferenza – dichiara Samuele Pii, capogruppo di ‘Tradizione e Innovazione’ nel Consiglio comunale –. L’impegno comune che maggioranza e minoranza, insieme a tutto il mondo dell’associazione e del volontariato, stanno svolgendo per assistere la popolazione nell’emergenza sanitaria non si vede quando si tratta di dare risposte all’emergenza economica e sociale, già in atto, ed i cui effetti saranno profondi e duraturi“.
“Le nostre proposte sono adottate in altri Comuni, di vario orientamento politico, perché crediamo siano ragionevoli; ne ricordiamo alcune – continua Pii –: la prima è di aprire un conto corrente di solidarietà con le risorse residue dei buoni spesa o, in alternativa, avviare una campagna pubblica di raccolta fondi per la solidarietà alimentare in modo da consentire, anche dopo la distribuzione dei buoni spesa, a chi ha di dare a chi non ha; la seconda è di sospendere la tassa comunale per l’occupazione del suolo pubblico per favorire le attività commerciali e quelle nell’edilizia, quando potranno ripartire; verificare il risparmio generato dai minori oneri sostenuti dal Comune nella gestione di alcuni servizi (mensa, trasporti) e dallo slittamento di alcune assunzioni; le risorse non erogate alle associazioni per l’annullamento delle iniziative dovrebbero essere orientate a sostegno della ripresa“.
“Per presentare alla cittadinanza le nuove agevolazioni disponibili in questi momenti di difficoltà economica e per preparare insieme la fase 2, dedichiamo una seduta del Consiglio comunale. In questo modo il Comune dove non può intervenire direttamente potrebbe svolgere il ruolo di agevolatore semplificando la ricerca attraverso la burocrazia degli aiuti. L’azione positiva svolta dall’Unione nel coordinare l’assistenza e nel comunicare l’evoluzione dell’emergenza è a nostro giudizio – aggiunge Samuele Pii – una conferma che l’Unione dei Comuni possa essere il livello adatto a sviluppare una strategia per la ripartenza e per attrarre risorse sul territorio, senza escludere scenari inediti prima della pandemia. Si pensi ad un nuovo rapporto ‘tra città e campagna’, che potrebbe muovere tante persone dalle realtà metropolitane verso le aree interne o periferiche alla ricerca di una vita più a contatto con la natura ed all’aria aperta, alla riscoperta di luoghi nascosti“.
“Crediamo che con la volontà politica si possano usare gli strumenti a nostra disposizione e trovare nuove risorse per rendere le nostre amministrazioni locali dei facilitatori verso un modello di sviluppo, più attrattivo e sostenibile, che nascerà dalla nostra creatività e voglia di fare in collaborazione con tutte le energie vive della società e con i talenti già presenti sul territorio che attendono di essere nuovamente coinvolti“, conclude Pii.

