“Quella che doveva essere una soluzione per limitare i contatti e gli assembramenti si è invece rivelata una decisione pericolosissima per l’incolumità degli italiani.
Ieri è iniziata l’erogazione anticipata delle pensioni e, nonostante lo scaglionamento per cognome, quello che abbiamo visto in moltissime città ha dell’incredibile. Assembramenti di decine e decine di persone e file interminabili composte, oltretutto, dalla fascia di popolazione più a rischio in questa emergenza, gli over 65. Aver chiuso il 60% degli uffici postali territoriali e aver ridotto orari e personale ha causato un effetto completamente contrario alle indicazioni del Governo. Altro che distanza di un metro e anziani in casa.
Una situazione aberrante, ai limiti della denuncia, da un lato i corrieri e i postini che sfidano la sorte e il virus per consegnare agli italiani i beni di prima necessità che acquistano online per non uscire e dall’altro i dirigenti, chiusi nei loro uffici, che costringono la popolazione a scegliere tra i propri soldi e la propria salute.
Presenterò un’interrogazione urgente al Ministro dello sviluppo economico come sia possibile che un’azienda come Poste Italiane non si occupi in maniera più ragionata e ragionevole di un’emergenza di questo tipo ma, anzi, addirittura, contribuisca indisturbata ad aumentare il rischio di diffusione del contagio“.
È quanto dichiara Roberto Berardi, senatore orbetellano di Forza Italia.

