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Emergenza Coronavirus, Giacomelli: “Occorre più sanità pubblica e vicina al cittadino”

di Redazione
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Alla luce delle misure intraprese dal Governo per far fronte all’epidemia di Covid-19 che sta affliggendo il Paese, è necessaria un’analisi degli effetti sociali, nonché amministrativi dei provvedimenti adottati, a prescindere dalla loro efficacia. Se, da un lato, situazioni di emergenza come questa mettono in luce i difetti del sistema, dall’altra ci rafforzano e ci offrono la possibilità di prendere spunto dall’esperienza, seppur negativa, per migliorare il nostro Paese“.

A dichiararlo, in un comunicato, è Luca Giacomelli, grossetano, candidato alle elezioni regionali per il Movimento 5 Stelle.

“La catena di comando del sistema sanitario sembra assente – continua Giacomelli -. Tutti i principali attori, dall’Oms all’Unione Europea, dai dirigenti della pubblica amministrazione alle cliniche private e alle case farmaceutiche, senza dimenticare le cooperative che in molte regioni gestiscono il personale, sembrano scomparsi. Le scelte ricadono interamente sul Governo, o almeno questo emerge dai media. A questo punto, viene da chiedersi quale sia il ruolo di tutte quelle figure, pagate dagli italiani, che ricoprono incarichi di presunta responsabilità. Hanno davvero ragione di esistere, o il loro ruolo è finalizzato al vantaggio di pochi? Dato che l’Italia presenta una ricca varietà di realtà sociali, è necessario contestualizzare le decisioni generali. Tanto per portare un esempio: mantenere le distanze interpersonali in un paese spopolato della Maremma non è lo stesso che mettere in atto una misura analoga in città come Firenze. Ciononostante, i tanti attori della politica locale sembrano non giocare alcun ruolo in questo frangente, per quanto sia decantata l’autonomia degli enti territoriali“.

“Non sottovalutiamo, inoltre, la risposta degli italiani all’improvvisa imposizione di regole stringenti: una reazione che rispecchia il sistema incallito che da anni governa il nostro Paese, dove chi trasgredisce le regole è furbo – continua Giacomelli -. Nel mezzo della crisi siamo passati da un atteggiamento di menefreghismo verso le dovute precauzioni, al panico diffuso accompagnato da episodi di isteria e comportamenti irresponsabili. Un popolo disabituato al rispetto delle regole di certo non costituisce il punto di partenza ottimale per la gestione delle emergenze di questa portata, laddove la quarantena precauzionale intrapresa dalla comunità cinese di Prato ha dimostrato grande capacità auto-organizzativa e rispetto per il prossimo”.

“A mio avviso, una macchina amministrativa che funzioni aiutare molto in queste circostanze, e l’Italia ne è carente. E non per mancanza di capacità organizzative, quanto piuttosto per la mancanza di un senso di Stato che si traduca in rispetto delle istituzioni e in una drastica espulsione dalla politica di chi antepone le esigenze di parte a quelle collettive – sottolinea Giacomelli -. Dal momento che il modello di organizzazione burocratico della Pubbliche amministrazioni perseguito negli ultimi 30 anni ha portato alla proliferazione di poltrone senza mantenere la promessa di una semplificazione amministrativa, occorre ricostruire un nuovo rapporto tra Stato e cittadino che si basi sulla fiducia”.

“Partendo dall’analisi del panorama di questi giorni, vorrei puntare i riflettori sulla necessità di una nuova impostazione del sistema sanitario, che sia più vicino alle esigenze del cittadino. Mai come in questo momento la sanità privata, verso la quale il nostro sistema è indirizzato da anni, appare creata solo per profitto, mentre la sanità pubblica sta portando avanti un lavoro ben al di sopra delle risorse di cui dispone. Tutto il meccanismo sembra creato ad hoc, dato che la pubblica amministrazione rinuncia a importanti forme di sostentamento, ora vantaggio di pochi privati, senza assicurare una valida funzione sociale nel bisogno – spiega Giacomelli -. Stiamo pagando, oggi, il prezzo dei tagli effettuati negli anni alla sanità, che hanno portato alla riduzione di 18mila posti letto, pur mantenendo gli stessi costi di dieci anni fa. La tendenza è prossima all’americanizzazione, ma l’apparato sanitario non può trasformarsi in un lusso per pochi. Deve essere, bensì, potenziato per garantire la salute delle persone anche in crisi come questa“.

“Invito pertanto alla riflessione gli attori politici del territorio, su una necessaria assunzione di responsabilità di fronte a emergenze come questa – termina Giacomelli, affinché prendano parte attivamente per adattare i provvedimenti nazionali sul piano locale e garantiscano il rispetto delle regole da parte dei cittadini. Una linea di comando più chiara e incisiva è la strada da perseguire per snellire i passaggi e garantire il buon funzionamento della macchina amministrativa. Obiettivo, questo, che si può raggiungere solo riducendo le posizioni di potere, che originano privilegi ingiusti“.

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