“La banalità del male. «Ovvia, era una goliardata!», è stato uno dei commenti più frequenti alla notizia della cena tenutasi a Castel del Piano lo scorso 28 ottobre, quando duecento persone, tra cui vari esponenti politici, hanno celebrato l’anniversario della Marcia su Roma“.
A dichiararlo è Carlo De Martis, capogruppo della lista Mascagni sindaco nel Consiglio comunale di Grosseto.
“Ma dove sta il confine di una ‘goliardata’ – domanda De Martis –? Nel 1921 Dino Perrone, segretario politico dei fasci di combattimento, scriveva al sindaco di Roccastrada intimandogli – «dato che l’Italia deve essere degli italiani e non può quindi essere amministrata da individui come voi» – di dare le dimissioni entro la data del 17 luglio, con l’avvertenza che «se ricorrerete all’autorità per questo mio pio, gentile e umano consiglio, il termine vi sarà ridotto a mercoledì 13, cifra che porta fortuna». Un tono irridente, goliardico. Come poi sono andate le cose lo sappiamo. Il 24 luglio del 1921 una settantina di fascisti giunsero a Roccastrada devastando il paese, incendiando le case e lasciando dieci morti. E quel Dino Perrone, di lì ad un anno, avrebbe guidato una colonna di squadristi nella marcia su Roma“.
“Oggi duecento persone celebrano, gozzovigliando, quei fatti, e a Grosseto non siamo da meno, con un sindaco che decide di omaggiare Giorgio Almirante intitolandogli una via della città. Il fascismo è esistito. I fascisti sono esistiti e non sono arrivati da qualche paese lontano, ma sono nati qui, nutrendosi di una politica malsana che, gradualmente, ha instillato odio in ogni anfratto della società. Fino a quando, ad un tratto, ogni crimine è divenuto possibile, anche il più orrendo, anche quello che fino a poco prima si sarebbe ritenuto addirittura indicibile – termina De Martis -. Non è goliardia. E’ la banalità del male, quasi inconsapevole, ma non per questo incolpevole“.

