“A 250 lavoratori non verrà rinnovato il contratto da Sei Toscana. Dare la responsabilità al decreto dignità dei mancati rinnovi significa non voler raccontare la verità ai cittadini“.
A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria provinciale del Pci.
“I mancati rinnovi purtroppo sono dovuti al fatto che i lavoratori, avendo perso ogni diritto con i Governi Pd e Renzi, erano e sono più deboli e ricattabili nell’accettare contratti precari senza stabilizzazione – continua la nota -. Se Sei Toscana, in questi anni ha sempre rinnovato i contratti, pur in modo precario, non si capisce perché adesso non rinnovi gli stessi. Allora la domanda è spontanea, ma come è possibile per Sei Toscana fare a meno di 250 lavoratori se fino allo scorso anno e in alcuni casi da 6 anni ha rinnovato i contratti? Il Decreto Dignità, che non ci convince come partito, ha un pregio, ovvero di dire basta allo sfruttamento attraverso contratti precari e senza prospettiva“.
“Siamo vicini ai lavoratori, ma queste sono le conseguenze di politiche sempre più di destra del Pd, che ha disintegrato le tutele e i diritti dei lavoratori, abituando un certo tipo di aziende e imprenditori allo sfruttamento dei lavoratori. A tutti i lavoratori, vi invitiamo ad unirvi alla battaglia tornando a manifestare contro chi ci ha ridotti in queste condizioni. Manifestiamo e votiamo contro quei partiti come il Pd che in questi anni hanno reso i lavoratori schiavi e cercano di rifarsi una verginità dopo che hanno eliminato l’art.18 e dato oltre 35 miliardi alle banche invece di aiutare i lavoratori – termina il Pci -. Non dimentichiamo chi è il nemico dei lavoratori e delle famiglie. Non dimentichiamo chi ha governato a favore dei potenti contro il popolo. Il Pd è un partito neoliberista, non è più da tempo un partito di sinistra“.

