“Il Pci di Grosseto lo aveva annunciato appena avuta notizia che la privatizzazione del Cup avrebbe prodotto disagi ai cittadini, ma dalle istituzioni nessuno ci ha ascoltato ed oggi proprio alcuni sindaci e lo stesso presidente dell’area vasta denunciano disservizi. Ma purtroppo chi ne paga le conseguenze sono i cittadini che si trovano letteralmente ad ammattire per una semplice prenotazione“.
A dichiararlo, in un comunicato, sono Marco Barzanti e Luciano Fedeli, rispettivamente segretario provinciale e responsabile Sanità e Welfare del Pci.
“Sarebbe stato il caso di pianificare e verificare meglio, capire se la cosa potesse funzionare prima di accelerare, con la stessa arroganza e presunzione caratteristica del maggior partito di governo, un processo di grande impatto per l’utenza, ma si sa ‘non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’ e le conseguenze oggi sono sulle spalle di chi ha bisogno – continua la nota -. Così come si continua a non tenere conto delle liste di attesa per le prestazioni specialistiche che hanno tempi spesso biblici e sedi dove effettuarle che sono, in molti casi, a decine e decine di chilometri dalla residenza dell’utente. Non solo, se poi un cittadino chiede di essere seguito da uno specialista, magari quello che lo ha curato, questo gli viene negato e se proprio insiste l’Azienda fornisce la soluzione con l’intramoenia con una sostanziale differenza: pagando la prestazione“.
“Queste sono alcune peculiarità negative dei servizi, ma per il Pci il bello deve ancora venire e sarà il frutto del forzoso accorpamento delle zone distretto che avrà ricadute negative sui cittadini, soprattutto per chi vive nei territori marginali e risiede in piccoli comuni – spiegano Barzanti e Fedeli -. Questo lo ha voluto la Regione e ai sindaci è stata data una ‘paghetta’ di 450mila euro per l’unificazione, circa 2,60 euro per cittadino, che faranno presto a finire, mentre i disagi per i servizi in un’area così grande resteranno tutti. Anche in questo caso l’unica pianificazione che si è fatta è quella politica, o meglio partitica, dove le 3 zone dove il Pd detiene la maggioranza si sono accorpate per garantire l’egemonia politica, tant’è che l’unica zona esclusa è risultata l’Albinia, non perché non vi è Società della Salute, ma perché i sindaci sono di altre compagini o comunque hanno caratteristiche meno accondiscendenti“.
“Per i servizi territoriali come l’assistenza agli anziani, ai disabili, ai minori, ad alcune specialistiche come la psichiatria, la neuropsichiatria infantile, la pediatria ecc…, non si è fatto nulla perché prima vengono gli assetti e poi i cittadini – termina il comunicato -. Ne vedremo delle belle, ma la nostra presenza per denunciare i disservizi e per avanzare proposte ci sarà sempre con un metodo che con la politica di oggi si è dimenticato, quello di partire dai bisogni dei cittadini e non dagli assetti di governo o forse sarebbe meglio dire potere perché è per i cittadini che si deve lavorare“.

